Ciao.
Ritengo che in genere -- e soprattutto qui:
"Non dipende (solo) dall'uso che se ne fa perché le tecnologie incorporano
ideologie, convinzioni, ecc. e questo è tanto più verificabile per
prodotti come gli smartphone equipaggiati con software proprietario, costruiti
secondo logiche di obsolescenza programmata, assurdo spreco di risorse, ecc
ecc." -- tu tenda a confondere l'aspetto banalmente "di vendita" con quello
di "impatto sociale".
Se io (generico) vendo una
tecnologia, e un altro la utilizza:
- Io cercherò -- con mezzi leciti e illeciti
-- di massimizzare il mio guadagno, indipendentemente dall'uso che ne verrà
fatto (magari costruirò un fucile che piacerà tanto ai suprematisti bianchi, ma
di loro come ideologia me ne frego, basta che comprino);
- L'altro ne farà un uso benigno, maligno,
idiota, perverso, benefico, ..., in funzione degli obiettivi e della fantasia
(delicata o predatrice) che si ritrova ad avere.
Voglio dire:
1.
La scienza / tecnologia / tecnica / anche
ingegneria direi -- intese come conoscenza / know-how, e relativa possibilità di
farne qualcosa in pratica -- IN SE' ritengo siano sempre cosa
buona;
2.
La progettazione concreta, produzione e vendita
di artefatti ha due componenti DIVERSE:
a. L'aspetto economico, con le relative
pratiche commerciali;
b. L'EVENTUALE contenuto EX ANTE di
intenzione d'uso / applicazione (es. bomba).
3.
L'utilizzo è quello che ha un contenuto "morale"
/ "non neutrale" (e con esso l'eventuale contenuto ex ante di intenzione d'uso
di cui al punto precedente).
Ne consegue che:
- Quanto indicato al punto 1 dovrebbe essere
"totalmente libero"; es. nella ricerca scientifica i cc.dd. "comitati etici" non
dovrebbero mettere becco (e invece lo fanno: troppo difficile mettere becco in 3
e 2a, ma questo dovrebbero fare)
- Il punto 2a ha già i suoi presìdi
(inefficaci);
- Il punto 2b e 3 sono quelli che -- appunto
rivenienti dall'uso / applicazione -- dovrebbero essere più
monitorati.
INVECE si insiste a colpevolizzare a monte. E io
INSISTO a non comprenderne il motivo (magari perché insisto anche a distinguere
pere e patate...).
Saluti.
----- Original Message -----
Sent: Monday, January 13, 2025 11:52
AM
Subject: Re: [nexa] In a mirror (Alfredo
Bregni)
> Message: 2
> Date: Mon, 13 Jan 2025 10:04:38
+0100
> From: "Alfredo Bregni" <abregni@iperv.it>
> To: "Giuseppe
Attardi" <attardi@di.unipi.it>
> Cc:
<nexa@server-nexa.polito.it>
>
Subject: Re: [nexa] In a mirror
> Message-ID: <66C5B22CA7AD43A9A87D9EA18F885D48@Bregnip2>
>
Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
>
> Ciao,
Giuseppe.
>
>
>
> Sto continuando a
"litigare" (bonariamente) con Giacomo in privato sulla faccenda:
>
> - Lui insiste ad es. che Ethernet aumenta la velocità delle
telecomunicazioni (e questo è un effetto "politico"), che ogni tecnologia ha
certe "capacità"
>
>
> - Io insisto che:
>
> a) ogni evoluzione -- culturale (filosofia,
letteratura, ...) oltre che scientifica / tecnica / tecnologica -- ha impatti
sulla società;
>
> b) le tecnologie non
"hanno", ma "danno" certe capacità / sono fatte apposta per dare un qualche
potere (altrimenti, a che servono?);
>
> c)
tutto dipende da come si usano / applicano;
>
>
d) solo quando uso e applicazione sono predeterminati (es. bombe), allora lo
sviluppo della tecnologia è orientato a monte (se vado in giro con C4 e
detonatori, mi auguro che per una volta ci sia presunzione di colpevolezza,
invece che di innocenza, e sia io a dover dmostrare che il tutto mi serve per
stanare delle talpe);
>
> e) ergo, sono l'uso e
l'applicazione le cose che contano, politicamente, economicamente, ..., per
determinare cosa davvero poi avviene.
buongiorno
convengo che ci
sono intendimenti diversi dietro all'uso della parola
"neutrale"
personalmente ritengo disfunzionale l'insistenza sul
"dipende dall'uso
che se ne fa", e, anzi, colpevolizzante nei confronti
delle persone. Se
poi si arriva all'impersonale del "si usano", diventa
impossibile
distinguere chi fa cosa e perché: ammesso che sia
possibile!
Non dipende (solo) dall'uso che se ne fa perché le
tecnologie
incorporano ideologie, convinzioni, ecc. e questo è tanto più
verificabile per prodotti come gli smartphone equipaggiati con software
proprietario, costruiti secondo logiche di obsolescenza programmata,
assurdo spreco di risorse, ecc ecc.
Inoltre mettere insieme nella
stessa categoria tabelle logaritmiche,
funzioni statistiche, coltelli,
tecnologie cibernetiche in rete e bombe
(ma può esserci una bomba
innescata per far saltare in aria il Furher e
il suo stato maggiore: è
questo un uso che prevede presunzione di
colpevolezza, errore, sbaglio? si
tratta di una provocazione per
evidenziare che non si va lontano con la
casistica, c'è sempre almeno un
caso che eccede e a quel punto ci si perde
in distinguo da legulei) mi
sembra un'indebita semplificazione che fa di
tutte le erbe un fascio.
invece ogni cosa è diversa. per quanto si possano
effettuare delle macro
distinzioni.
in particolare vorrei attirare
l'attenzione sulla cruciale differenza
fra utensile e "strumento
cibernetico" (non dico "essere tecnico" sennò
giacomo s'imbizzarrisce :D
)
la differenza è bene illustrata da Gilbert Simondon. un utensile si
può
portare con sé, e ha senso (senso tecnico) in connessione a un corpo
umano che lo porta con sé e lo utilizza per relazionarsi con il mondo.
Il coltello, il martello, ecc. sono utensili in questo senso
gli
strumenti cibernetici, come lo smartphone, non hanno senso separati
dalla
rete di retroazioni che le alimenta, che comprende i corpi umani
(in
rete), altri smartphone, reti, ecc ecc ecc quindi lo smartphone non
è un
utensile. Da solo, non ha senso (senso tecnico). E non dipende solo
dall'uso che se ne fa: perché è progettato con determinate finalità,
benché in maniera molto più sofisticata rispetto alle affordance (inviti
all'uso, cf. Gibson) tipiche es. di coltelli, martelli, sedie ecc.
(utensili). Tuttavia lo smartphone ha una materialità (è fatto di cose
materiali), e questa materia è "neutra" nel senso che non è orientata
dall'uso che ne verrà fatto; al contrario, però, lo influenza, nel senso
che se è di metallo robusto magari non si spacca alla prima caduta, cosa
che invece accade se è fatto di plastichina: quindi anche qui, la
materialità influenza l'uso, la plastichina invita alla protezione
dell'oggetto più del metallo; ma la materialità non determina in toto
l'uso, perché se mi va (in quanto es. artista "controcorrente", o comune
umano esasperato) con lo smartphone pesto i chiodi nel muro, e vabbè,
non avevo il martello, mi sento libero di scassare l'ennesimo
smartphone. Questa "neutralità" per cui dipende da me e dall'uso che ne
faccio è quindi più teorica che pratica.
oltre a utensili e
strumenti cibernetici, vi sono anche le macchine,
come posizione
"intermedia" fra i due precedenti. Es. un'automobile, o
un telefono
analogico, senza software, non ha senso senza
l'infrastruttura
(strade/autostrade; rete elettrica, rete telefonica),
ma non ha quella
caratteristica cibernetica spinta tipica del digitale
di massa.
G.
Simondon, "Sulla Tecnica", Orthotes riporta in diversi articoli
questa
tripartizione, da prendere come categorizzazione lasca, come
descrizione
operativa
https://www.orthotes.com/prodotto/gilbert-simondon-sulla-tecnica/
altra
distinzione riguarda la tecnicità in quanto caratteristiche
materiali
degli oggetti tecnici (di cosa sono fatti) che non coincide
con la "libera
avventura" (sempre Simondon) degli oggetti tecnici nel
mondo: sono quelli
che sono stati descritti come effetti psicosociali
nelle mail precedenti.
Questo è l'aspetto evolutivo in senso
relazionale, in relazione con il
mondo umano, in cui è chiaro che la
fitness tecnica non è legata (solo)
alle caratteristiche materiali, ma a
un complesso coacervo di interazioni
socio-psico-economiche. E, quindi,
tanto più ideologico-politiche per
tecnologie di massa e cibernetiche.
Non sono (solo) le caratteristiche
materiali dirimenti per il "successo"
di una tecnologia: VHS si è imposto
su Betamax; Explorer su tutti gli
altri browser per parecchio tempo, e non
era certo "meglio"; Windows su
altri OS aperti e liberi; i protocolli e le
innovazioni che passano
nell'uso sono relativamente indipendenti dalle
caratteristiche tecniche
materiali. Indipendente non significa
neutrale.
queste argomentazioni sono chiaramente non-antropologiche,
nel senso che
ricordano che l'uso umano delle tecnologie non dipende solo
dall'umano,
ma anche dalla complessa avventura sociotecnica. D'altra
parte, sono
argomentazioni non heideggeriane. Magari ai tecnici puri
(esistono? beh,
cmq hanno delle idee, delle convinzioni, dei desideri più
o meno
inconsci, quindi mi permetto di considerarli soggetti filosofici
come
tutti noialtri...) interessa poco, ma la fanfaluca di Heidegger su
"l'essenza della tecnica non è tecnica" che ha tanto influenzato anche
pensatori che si ritengono progressisti, per non dire di sinistra,
riguarda anche loro tecnici puri, perché l'argomento "la tecnica è
neutrale, dipende da come la si usa" è in effetti avversato da Heidegger
per sostenere, come è suo tipico, una posizione apolitica, impolitica,
in cui la Tecnica s'impone come Spirito dei tempi ineluttabile... quadro
e inquadramento del mondo, senza possibilità di scampo, senza
possibilità di articolare politiche personali e collettive.
e
invece la tecnica è politica, molto politica; se chiunque fosse i
grado di
maneggiare le tavole logaritmiche, se chiunque fosse capace di
smontare
uno smartphone perché lo strumento viene venduto con un
cacciavite che
consente di smontare ogni sua parte e sostituirla
facilmente... se
chiunque potesse gestire in maniera autonoma i propri
dati e scegliere le
tecnologie di cui si fida, decidendo in piena
libertà cosa sì e cosa no...
la situazione politica sarebbe diversa,
perché l'alienazione tecnica
sarebbe un lontano ricordo, e le persone
sarebbe singolarmente più forti,
potenti, autonome e quindi più libere,
individualmente e
collettivamente.
invece oggi non si può scegliere. solo in teoria. in
pratica, i genitori
si devono piegare ai gruppi whatsapp dei genitori, o
quantomeno al
registro elettronico, come gli studenti e gli insegnanti a
google
classroom, gli accademici a microsoft suite, e tutti quanti allo
SPID.
tutte queste tecnologie non sono affatto neutrali, IMHO. di certo
non si
sono imposte perché migliori, frutto di un processo evolutivo di
selezione delle tecnologie più adatte e regolate dal mutuo appoggio, il
secondo fattore più importante dell'evoluzione naturale che potrebbe
senz'altro essere posto come linea guida anche nell'evoluzione
tecnica.
peggio ancora, ci sono evidenti contraddizioni nel ricorso a
tecnologie
in situazioni limite. le navi che salvano le persone nel
mediterraneo
nonostante i governi sempre più autoritari in Europa e
altrove, non
possono scegliere: devono usare Starlink. perché grazie al
fatto che il
governo USA ha foraggiato Musk da anni, Starlink è l'unica
opzione a
"basso costo" per comunicazioni su satelliti LEO. vedremo se il
governo
italiano chiederà di togliere Starlink a queste navi, perché no...
è
logico, sta nella logica della tecnocrazia.
no, non dipende da
come le usi. Starlink è un problema comunque si
voglia vedere: per la sua
genesi, per come è gestito, manutenuto, e
immagino che sia software
proprietario, security by obscurity, nonché
gestito da un miliardario
bianco dispotico senza alcun controllo
democratico, che viene considerato
un genio, non si sa perché se non
perché le persone desiderano essere come
lui.
mi spiace la divagazione, spero non vi abbia troppo annoiato, a
mia
parziale discolpa ho approfittato di quest'ora di ritardo per leggere
e
scrivere, perché i treni sono stranamente in ritardo di 60-120 minuti
oggi per un guasto fra Napoli e Roma (se il ministro "competente" non
darà nuovamente la colpa ai lavoratori inetti, forse riconoscerà di
esser troppo impegnato a buttare risorse nel necessarissimo ponte fra
Scilla e Cariddi, per entrare nella storia delle idiozie più nocive, per
poter badare ai treni di linea)
buona giornata
k.
PS:
filosofia e tecnica nell'approfondimento a tecnologie conviviali:
https://www.eleuthera.it/materiale.php?op=2585#FilosofiaETecnica
>
>
>
> A presto,
>
> A
>
>
>
>
>
>
> ----- Original Message
-----
> From: Giuseppe
Attardi
> To: nexa@server-nexa.polito.it
>
Cc: nexa@server-nexa.polito.it
>
Sent: Monday, January 13, 2025 9:27 AM
> Subject: Re:
[nexa] In a mirror
>
>
> Temo che non
siamo d’accordo sul significato di “neutrale” per una
tecnologia.
> I LLM calcolano una funzione (la
distribuzione di probabilità della prossima parola), pertanto sono altrettanto
neutrali di una tabella di logaritmi.
>
> Non è
neutrale l’uso che se ne fa, esattamente come una tabella dei logaritmi usata
per il calcolo delle traiettorie dei proiettili non lo è.
>
> Quindi ribadisco che si deve distinguere tra la
tecnologia (LLM) e i suoi utilizzi (chatbot, Predictive AI, ecc.).
>
> Tutta la discussione su come vengono allenati e
prodotti i vari LLM non inficia la neutralità della tecnologia. Se le tabelle
dei logaritmi venissero fatte calcolare da degli schiavi sottopagati o se
usano per base 10, incorporando un bias tradizionale sulla scelta della
numerazione, le tabelle stesse rimarrebbero neutrali.
>
> Tornando all’analogia di Alfredo, un coltello è
neutrale e può essere usato in tanti modi, più o meno utili o disdicevoli. Ci
sono varie fogge di coltelli, così come ci sono tanti diversi LLM, ciascuno
prodotto secondo i gusti di qualcuno.
> Il fatto che
ad alcuni non piacciano certi modelli (di coltello) o si critichi come il
coltello è stato progettato e realizzato, ancora non riguarda la tecnologia
dei coltelli in sé.
>
> I primi LM che facevo
costruire 15 anni fa ai miei studenti erano ad esempio allenati sul corpus
delle opere di Shakespeare: serviva a dimostrare come fossero in grado di
acquisire la lingua e lo stile di Shakespeare. Poi lo si faceva sugli articoli
del WSJ, mostrando che imparavano un altro linguaggio. Era quindi una
tecnologia neutra rispetto al linguaggio.
>
>
Che poi tutto sia condizionato dalle nostre esperienze e dal contesto in cui
operiamo è talmente ovvio che non serve ribadirlo, né attribuirlo in
particolare a un singolo aspetto della nostra realtà.
>
> —
>
> > On 9 Jan
2025, at 18:56, nexa-request@server-nexa.polito.it
wrote:
> >
> > From:
Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it>
>
> To: nexa@server-nexa.polito.it,
Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it>
>
> Subject: Re: [nexa] In a mirror
> >
Message-ID: <FDED4EB6-B488-4E8E-8AF7-2B0FEB9ADFE4@tesio.it>
>
> Content-Type: text/plain; charset=UTF-8
>
>
> > Ciao Giuseppe,
>
>
> > speravo davvero che intervenissi!
:-)
> >
> > Il 9 Gennaio
2025 11:58:04 UTC, Giuseppe Attardi ha scritto:
>
>>
> >> 1. I LLM vanno distinti dai
ChatBot, che sono una delle loro tante
> >>
possibili applicazioni.
>
>
> > Vero, ma il "riassunto" dalla cui critica
è partito questo filone di
> > discussione è stato
realizzato da un chatbot (chatgpt) cui si è fatto
>
> riferimento come un "chi". Non trovi allarmante tanta
alienazione?
> >
> > La
distinzione fra chatbot e LLM rimane informaticamente valida
in
> > generale, ma non credo fosse rilevante per
il dibattito perché né
> > chatbot né LLM esprimono
alcuna forma di intelligenza.
>
>
> >> Gran parte delle critiche riguardano
appunto i chatbot
> >> (allucinazioni,
superficialità, ecc.).
>
>
> > Perché costituiscono la base della
narrazione allucinata che domina
> > il dibattito
informatico attuale, determinando scelte politiche,
>
> economiche ed educative altrettanto allucinate.
>
>
> >
> >> I LM
sono decisamente una tecnologia neutra
>
>
> > Solo nel mondo della fantasia,
Giuseppe.
> >
>
>
> > Nella realtà, i LLM sono prodotti a
partire da testi che sono
> > culturalmente e
storicamente situati.
> >
>
> Già solo per questo semplice fatto, nessun LLM reale può
essere
> > "neutro". Ricorderai certamente le
critiche pretestuose con cui fu
> > accolto Minerva
l'anno scorso. [1]
> >
>
> Poi c'è l'attività di programmazione statistica che parte dalla
scelta,
> > fra tutti i testi disponibili, di
quelli da utilizzare e di quelli da
> >
scartare.
> >
> > A
valle di un'accurata attività di selezione e rinforzo, i
"modelli"
> > producono output "politicamente
corretto", quale che siano gli
> > obiettivi
politici dei programmatori, dal legittimare il
proprio
> > software agli occhi dei moralisti
statunitensi, difendere il proprio
> > modello di
business o cancellare piazza Tiananmen dalla storia
[2]
> >
> > E spero tu
non creda davvero che i modelli di Google, Meta o Open
AI
> > siano in alcun modo
"neutrali".
> >
>
>
> > Dunque anche se l'idea di LLM non fosse
intrinsecamente orientata
> > politicamente (e lo
è), lo sono tutti gli LLM reali.
> >
>
-------------- next part --------------
> An HTML attachment was
scrubbed...
> URL: <http://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/attachments/20250113/4c26411b/attachment.htm>
>
> ------------------------------
>
> Subject: Digest
Footer
>
>
_______________________________________________
> nexa mailing
list
> nexa@server-nexa.polito.it
>
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
>
> ------------------------------
>
> End of nexa
Digest, Vol 189, Issue 28
>
*************************************
--
"tecnologie conviviali -
https://tc.eleuthera.it"
"pedagogia
hacker - https://circex.org"
"tecnologie
appropriate - https://alekos.net"