Buongiorno, Damiano Verzulli <damiano@verzulli.it> writes: [...]
Invito tutti ad ascoltarla (lo si riesce a fare anche ad 1.5x) e, se possibile, a commentarla.
Il link allo stream (del solo intervento di Massimo) è qui:
grazie Damiano per l'invito, il tema (stato attuale di Internet) mi sta molto a cuore e per questo l'ho colto "al volo" :-) secondo me si potrebbe riassumere tutto in "Abbiamo fatto confusione" (slide 12/21) e... continuiamo a metterci del nostro per farne sempre di più :-( nella presentazione Carboni ha detto molte cose molto interessanti e molto condivisibili, ma il minimo che si può dire che che è andato completamente fuori tema :-O a parte presentare la "Classica Visione Romantica"™ anni '70 di Internet nata come Utopia in cui tutti potevano liberamente partecipare (ma quando mai?!?), sono rimasto /estremamente/ deluso sul fatto che dello "stato di salute di Internet" non ha detto praticamente nulla; con Internet ovviemente mi riferisco a quello che è: la /rete/, non quello che ci passa sopra o le applicazioni che erogano servizi (www, email...) funzionando sui computer di qualcun altro (il cloud) anziché sul tuo [1], limitandosi a presentarti i risultati delle elaborazioni attraverso una /facile/ interfaccia web ha solo accennato al "Patriot Act" (slide 6/21) dicendo «di fatto, i nostri dati, le nostre informazioni non sono sotto il nostro controllo, in particolare tutto quello che facciamo viene in qualche modo indicizzato, catalogato e messo da qualche parte e qualcuno può anche accedervi (ovviamente non autorizzato da noi e a nostra insaputa, n.d.r.); è un /fatto/, siamo tutti quanti consapevoli più o meno ma non abbiamo chiaro fino in fondo qual'è la strada» ma davvero ANCORA non abbiamo chiaro qual'è "la strada" attraverso la quale tutto quello che facciamo viene messo da qualche parte e QUALCUNO può anche accedervi... dieci anni dopo "Snowden"?!? anche in una conferenza GARR nel 2022 si può ancora sentire una cosa del genere? possibile che in Italia non ci sia praticamente nessuno, nemmeno in GARR, che abbia il coraggio di dire che Internet FA SCHIFO [2] e deve essere rifatta (quasi) da zero dal punto di vista dei protocolli di comunicazione dei dati (quindi software, /quindi/ è fattibile), in modo tale che sia impossibile che "tutto quello che facciamo venga in qualche modo indicizzato e catalogato affinché QUALCUNO possa accedervi"? non abbiate timore, ditemelo apertamente che sono io che non ho capito nulla di come funziona Internet e quindi quello che dico è assurdo... ma spiegatemi /perché/ così magari mi rimetto a studiare e capisco dove sbaglio, ma soprattutto la smetto di blaterare [3] ...oppure ditemi che Internet deve essere presa come un "dato di fatto", una "legge della natura" dell'Infosfera che fu creata così l'ottavo giorno, così mi metto il cuore in pace (e la smetto di blaterare) [...] saluti, 380° [1] ammesso e NON concesso che si capisca cosa vuol dire che un computer è tuo [2] un esempio di mappa "infografica" è qui: https://secushare.org/broken-internet ma la natura della schifezza si comprende solo leggendo il bugiardino [3] https://archive.org/details/cittadinanza-digitale-tecnocivismo-libro/mode/2u... capitolo 1 (Livello 0 [The net]) -- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego) «Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché» Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.