concordo assolutamente con Giovanni - l'uso del termine agency che si fa in alcuni contesti comporta un'estensione indebita del termine
lo fanno p, es, alcuni archeologi, in riferimento alla produzione litica durante il Paleolitico, quando si interrogano sulle prime prestazioni degli umani quali costruttori di quegli artefatti che costituiranno l'ambiente in cui si muove Homo sapiens.
se ci si attiene all'uso improprio del termine, tuttavia (dicendo che è improprio, ovvio), si guadagna una maggiore visibilità della rete in cui sono immersi gli agenti umani, le loro relazioni sociali, gli artefatti che mediamo tali interazioni
un po' come avviene nelle discussioni sulla mente estesa: è ovvio che la mente non è estesa, ma grazie all'esagerazione contenuta nell'espressione extended mind si è aperta discussione non sempre infeconda sui vincoli sociali della produzione delle conoscenze condivise