concordo assolutamente con Giovanni - l'uso del termine agency che si fa in alcuni contesti comporta un'estensione indebita del termine
lo fanno p, es, alcuni archeologi, in riferimento alla produzione litica durante il Paleolitico, quando si interrogano sulle prime prestazioni degli umani quali costruttori di quegli artefatti che costituiranno l'ambiente in cui si muove Homo sapiens.
se ci si attiene all'uso improprio del termine, tuttavia (dicendo che è improprio, ovvio), si guadagna una maggiore visibilità della rete in cui sono immersi gli agenti umani, le loro relazioni sociali, gli artefatti che mediamo tali interazioni
un po' come avviene nelle discussioni sulla mente estesa: è ovvio che la mente non è estesa, ma grazie all'esagerazione contenuta nell'espressione extended mind si è aperta discussione non sempre infeconda sui vincoli sociali della produzione delle conoscenze condivise


Il giorno gio 18 mar 2021 alle ore 12:21 Giovanni Biscuolo <giovanni@biscuolo.net> ha scritto:
Buongiorno,

siamo entrati nel medium e forse stiamo andando un po' troppo fuori
tema, ma la cosa mi interessa molto.

Giovanni Leghissa <giovanni.leghissa@unito.it> writes:

> aggiungo: un approccio sistemico aiuta a capire in che senso i
> technological devices usati per comunicare abbiano un valore attanziale, in
> che  senso cioè siano dotati di una certa qual agency

Se "agency" è intesa come "the capacity, condition, or state of acting
or of exerting power " [1], azzarderei questa considerazione: nessun
dispositivo tecnologico è dotato di agency, semmai per come sono
progettati (dagli umani) determinano la capacità di agency dell'utente
del dispositivo e i vincoli architetturali del sistema di cui i
dispositivi fanno parte, vincoli per i quali certe cose in quel sistema
non si possono proprio fare nemmeno volendo (tipo accedere anonimamente
a Internet, che è IL suo vincolo architetturale fondamentale).  Sbaglio?

La cosa interessante è che i dispositivi programmabili possono esserlo
per esercitare l'agency di qualcun altro (spesso in modo nascosto o
mascherato) ma posso anche essere riprogrammati per restituire (il
potenziale di) agency agli aventi diritto, anche per ridefinire il
funzionamento dei sistemi (tipo Internet) che i dispositivi fanno
funzionare.

Nel digitale il bello è che non ci sono i vincoli "analogici" delle
leggi fisiche, quindi tutto si può (ri)fare volendo... ripartendo
*quasi* da zero, con un (re)bootstrap [2] :-D

[...]

Saluti, Giovanni


[1] https://www.merriam-webster.com/dictionary/agency

[2] https://www.gnu.org/software/mes/manual/mes.html#Full-Source-Bootstrap

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Giovanni Biscuolo
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