giusto oggi nel blog cultureIA (https://cultureia.hypotheses.org/) ho visto la notizia di questo seminario tenuto il 28 gennaio di quest'anno: /Artificial and Post-Artificial Writing/(https://cultureia.hypotheses.org/3159) disponibile in youtube (https://www.youtube.com/watch?v=wQKBxgiRIdA) in cui la relatrice apre con questi pensieri: "How do we read a text when we can no longer be sure that it was not written by an AI? With AI permeating writing tools and producing vast amounts of text, it may then become impossible to distinguish artificial from natural text, but also impossible to bear this constant uncertainty. I speculate that we may thus eventually reach a new post-artificial situation in which the standard expectation of text is replaced by an agnostic stance in regard to its origins. literary text which emphasizes a stronger notion of authorship may resist this transition longer through deliberate linguistic experimentation or by emphasizing a human maker. By extrapolating from the current technological situation, the talk attempts to think through some of the possible consequences of large language models and related technologies for interpretive situations and hermeneutic strategies at a time when we can no longer assume that any reasonable, complex, and coherent text was written by a human." la trascrizione che allego è prodotta con (mac)whisper. Maurizio Il 18/05/25 22:40, maurizio lana ha scritto:
ciao Daniela, la questione in gioco - distinguere il testo prodotto da un chatbot da quello prodotto da un umano - ne ha sullo sfondo una seconda - individuare le caratteristiche che distinguono la scrittura di un umano da quella di un altro (usualmente chiamate "stile"). la seconda è al cuore degli studi attribuzione con metodi quantitativi che hanno una lunga storia (il resoconto più ampio e valido è Grieve, Jack William. «Quantitative authorship attribution: A history and an evaluation of techniques». Thesis, Department of Linguistics - Simon Fraser University, 2005. http://summit.sfu.ca/item/8840) e anche dei successi significativi. chi ha lavorato a studi di authorship attribution è portato in primo momento a pensare che se è possibile individuare le caratteristiche che distinguono la scrittura di un umano da quella di un altro, sia possibile anche individuare quelle che che distinguono la scrittura di un umano da quella di un chatbot.
ma in effetti il tuo commento mostra un'impossibilità in linea di principio, perché nel chatbot non c'è una linea di pensiero ma un mosaico di pezzi di altri. e dunque i deboli tentativi dei software si collocano nell'individuazione di aspetti del tutto esteriori/estrinseci sui quali un ipotetico falsario testuale può benissimo e facilmente operare per modificarli/occultarli.
peraltro vedendo già adesso circolare grandi quantità di non-testi , ovviamente si pensa se ci sia un modo selezionarli e distinguerli senza doverci spendere tempo leggendoli - che francamente si vorrebbe poter spendere meglio il proprio tempo
e quindi mi pare che almeno come comprensibile anche se irrealizzabile desiderio la questione rimanga viva. quella per cui da un lato dobbiamo distinguere, dall'altro si vorrebbe fare di melgio che leggere non-testi per poter dire che sono tali. Maurizio
Il 18/05/25 00:24, Daniela Tafani ha scritto:
il senso mi pare quello di qualsiasi circonvenzione di incapace. A questa collaborano studiosi di ogni sorta, a pagamento e non.
Si oppone, per ora, la FTC: <https://www.ftc.gov/news-events/news/press-releases/2025/04/ftc-order-requir...>
Per distinguere automaticamente il prodotto di un estrusore di stringhe di testo probabili da un testo scritto da un essere umano, i due testi dovrebbero avere qualcosa di diverso, che fosse rintracciabile da un software.
La differenza principale tra i due testi è che uno è stato pensato da chi l'ha scritto e l'altro no, essendo un'immagine sfuocata di altri testi (quelli sì, pensati da qualcuno). Suppongo perciò che serva il pensiero, per riconoscere un testo estruso da un software che produca linguaggio senza pensiero rispetto a un testo prodotto da un essere pensante. Non esistono, oggi, software pensanti, perciò gli "AI detector" non esistono.
Che ne pensi?
Per avere una differenza rintracciabile automaticamente, dovresti marcare in qualche modo il testo sintetico, che però, immagino, potrà comunque essere copiato come solo testo.
Grazie. Un saluto, Daniela ________________________________________ Da: nexa<nexa-bounces@server-nexa.polito.it> per conto di Enrico Nardelli<nardelli@mat.uniroma2.it> Inviato: sabato 17 maggio 2025 19:53 A:nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: [Junk released by Allowed List] [nexa] Qual è il senso...?
... di realizzare strumenti per la verifica che un testo sia stato generato dall'Intelligenza Artificiale, visto che (oltre a sbagliare clamorosamente su un mio testo scritto interamente da me che è stato attribuito per il 71% all'IA - ma l'ultima volta che mi sono controllato mi son trovato sempre fatto della solita materia organica... 😂) poi la stessa società offre uno strumento per "umanizzare" il testo?
Io ho provato GPTZero, giusto per fare nome e cognome, ma penso che altre startup simili mettano a disposizione prodotti simili.
Mi sa tanto di un gigantesco gioco delle 3 carte...
------------------------------------------------------------------------ many of us believe the EU remains the most extraordinary, ambitious, liberal political alliance in recorded history. where it needs reform, where it needs to evolve, we should be there to help turn that heavy wheel Ian McEwan, The Guardian, 2/6/2017 ------------------------------------------------------------------------ Maurizio Lana Università del Piemonte Orientale Dipartimento di Studi Umanistici Piazza Roma 36 - 13100 Vercelli
------------------------------------------------------------------------ l’imbarazzante senso di colpa per la nostra vita che va avanti coi suoi momenti di gioia e svago mentre quella di altri non ne ha S. Vizio ------------------------------------------------------------------------ Maurizio Lana Università del Piemonte Orientale Dipartimento di Studi Umanistici Piazza Roma 36 - 13100 Vercelli