Grazie per i riferimenti, molto utili!
Quanto alla "faccia tosta e all'onestà intellettuale", con quel
pesante sapore di disprezzo nei confronti degli utenti che
lavorano per loro, demistifichiamo anche il pesce d'aprile di
Google del 2002, il celebre "pigeonrank"
<https://archive.google.com/pigeonrank/>: "One of the most
promising projects in development involves harnessing millions of
pigeons worldwide to work on complex scientific challenges."
G sembra tutt'ora affezionata alla metafora volatile: l'alternativa ai cookies proposta nel 2021 si chiama FLOC (pun intended con "flock", cioè le "coorti" di utenti da monitorare): <https://blog.google/products/ads-commerce/2021-01-privacy-sandbox/>
La nota è più amara sapendo quanto (come evidenziato dalla
Zuboff), le teorie comportamentiste skinneriane, sperimentate
appunto sui piccioni, sono il fondamento epistemologico del
business model di Google (e degli altri): il "behavioral surplus",
anche se nella versione più aggiornata di Alex Pentland (Social
Physics, 2014)
Sull'eredità di Skinner e le “Persuasive technologies” ho trovato
molto interessante questo lavoro di Audrey Watters :
<http://hackeducation.com/2018/06/15/pigeons> .
Un saluto,
Alberto
Grazie molte di aver segnalato di nuovo l'articolo precedente
(lo scorso febbraio non ero ancora iscritta a questa lista).
Ringrazio anche il professor Nardelli per aver ricordato i lavori di Kate Crawford e Antonio Casilli
(è di quest'ultimo l'espressione "intelligenza artificiale fatta a mano", che, come i "SALAMI" di Stefano Quintarelli,
per me fa parte ormai del dizionario).
Invito sempre gli studenti a leggerli, insieme a
Antonio Aloiso, Giuseppe De Stefano, Il tuo capo è un algoritmo. Contro il lavoro disumano, Bari-Roma, Laterza, 2020
How Crowdworkers Became the Ghosts in the Digital Machine
<https://www.thenation.com/article/archive/how-crowdworkers-became-ghosts-digital-machine/>
(per parlare della sfacciataggine - e, al tempo stesso, onestà intellettuale - del chiamare "Turco meccanico" la propria piattaforma per il lavoro digitale
e di
“Before the Internet, it would be really difficult to find someone, sit them down for ten minutes and get them to work for you, and then fire them after those ten minutes. But with technology, you can actually find them, pay them the tiny amount of money, and then get rid of them when you don’t need them anymore.")
e
Alexandra Mateescu Madeleine Clare Elish, AI in context, the labor of integrating new technologies, Data & Society, 2019
<https://datasociety.net/library/ai-in-context/>
D'ora in poi, per una sintesi sulla questione, c'è anche
The Exploited Labor Behind Artificial Intelligence
<https://www.noemamag.com/the-exploited-labor-behind-artificial-intelligence/>
Demistificare una narrazione non è l'intera soluzione, ma è senz'altro un'azione concreta.
Grazie ancora, un saluto,
Daniela
Da: nexa <nexa-bounces@server-nexa.polito.it> per conto di Damiano Verzulli <damiano@verzulli.it>
Inviato: mercoledì 18 gennaio 2023 22:52
A: nexa@server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa] Intelligenza artificiale fatta a manoIl 18/01/23 18:45, Daniela Tafani ha scritto:
> OpenAI Used Kenyan Workers on Less Than $2 Per Hour to Make ChatGPT
Less Toxic
> https://time.com/6247678/openai-chatgpt-kenya-workers/
>
> [...]
> In its quest to make ChatGPT less toxic, OpenAI used outsourced
Kenyan laborers earning less than $2 per hour, a TIME investigation has
found.
> [...]
Mi pare una sorta di followup di quanto fu segnalato, sempre dal Time,
lo scorso febbraio 2022 [1], puntualmente passato su questa lista grazie
ad un messaggio del Prof. Nardelli [2].
Resta in me l'amarezza del non poter far nulla di concreto per (provare
a) invertire la rotta [3]
Un saluto,
DV
[1]
https://time.com/6147458/facebook-africa-content-moderation-employee-treatment/
[2] https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2022-February/023317.html
[3] https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2022-February/023319.html
--
Damiano Verzulli
e-mail: damiano@verzulli.it
---
possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
---
"...I realized that free software would not generate the kind of
income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
to get a well paying job as a free software developer, but not
here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
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