Buongiorno, nemmeno io so nulla di cose giuridiche, e mi interessa molto un parere qualificato in tal senso vorrei condividere quanto accaduto nel novembre 2022 fa in un contesto simile: Università di Bergamo, ho tenuto un breve corso-laboratorio intensivo (20h), tema "pedagogia hacker" - un metodo che abbiamo messo a punto con molte attività più o meno giocose, diversificate a seconda delle età (medie inferiori, superiori, università) per affrontare le questioni della privacy, della manipolazione comportamentale sui social, gamification, autonomia delle infrastrutture digitali, F/LOSS e sw proprietario, licenze, ecc. Durante un'attività di "rilevazione delle vulnerabilità", ho chiesto ai circa venti studenti di riportare una loro esperienza (o di un'amica/o...) di spaesamento/frizione/incomprensione/fastidio/eccitamento in relazione alle tecnologie digitali che usano quotidianamente. una studentessa ha riferito che da un giorno all'altro la sua mail nome.cognome@gmail.com è diventata LA STESSA COSA della sua mail nome.cognome@unibg.it la cosa l'aveva stupita. Si chiedeva se fosse legale/giusto/utile... gli altri hanno confermato, chi non aveva mail gmail (due su venti) si è trovato una mail accademica gestita da Google. è nata una discussione in cui buona parte degli studenti sostenevano che fosse ottimo, così non c'era più rischio di perdersi cose con due email differenti; altri (una netta minoranza) che, anche sulla scorta dei discorsi che stavamo facendo, ritenevano fosse un pessimo segnale. Anche perché nessuno è stato in grado di ricordare di aver "acconsentito" a questo passaggio: è successo, punto e basta. anche in diverse scuole medie superiori ho avuto modo di notare passaggi analoghi, verso Google e, meno frequentemente, verso Microsoft. Un livello forse ancora più invasivo: al politecnico di Milano (Design) ho perso mezz'ora per capire come far funzionare una black box Cisco (letteralmente: una scatola nera con porta ethernet e un bottone ON/OFF...) per proiettare da un portatile GNU/Linux sullo schermo dell'aula (molte decine di aule equipaggiate allo stesso modo durante la pandemia - telecamere a inseguimento in fondo all'aula, dai 5k agli 8k per aula, se ho ben capito, + manutenzione). Pur avendo le credenziali, il sistema sembrava allergico all'hardware che avevo collegato. Non so spiegare esattamente come ci siamo riusciti. La professoressa che ci invitava era sfinita, il "plug&play" non aveva mai funzionato, nemmeno da windows/OSX se le università, le scuole, gli istituti di ricerca continuano a spendere fondi in questa direzione, perdipiù calando dall'alto "soluzioni" del genere... rimane solo un po' di riduzione del danno come intervento possibile. e/o che singoli insegnanti di buona volontà decidano di disertare ciò che viene loro imposto e fare altro, e si mettano in lega fra loro, e insieme agli studenti sensibili. un po' come le mondine, ecco. questo è un auspicio. buona giornata k. -- "tecnologie appropriate - https://alekos.net" "pedagogia hacker - https://circex.org"