Caro Andrea,
lascio ad esperti di diritto USA commentare in merito all'effettivo rilievo
della sentenza (anche se a spanne un giudice federale del distretto di
Columbia direi che conti non poco), e mi limito invece a osservare due cose.
La prima è che è del tutto normale, a mio avviso, che una NGO si attivi in
questo modo nello spazio simbolico della sfera pubblica. Non sono
(e non devono essere) notai che registrano i fatti solo quando arrivano
all'equivalente della Cassazione: sono attori che devono plasmare
il pubblico dibattito, muovendosi in quello spazio, sempre piuttosto largo,
delle cose in divenire (anche nella percezione comune).
Così non fosse, per quello che mi riguarda potremmo anche
fare a meno delle NGO, sarebbero pressoché inutili.
La seconda osservazione è che la sentenza del Giudice Leon
ha prodotto un editoriale ufficiale del NYT, anch'esso passato in lista
e che si conclude così (enfasi mia):
"Though the ruling is limited in those respects, it is an enormous symbolic
victory for opponents of the bulk-collection program, and a reminder of the
importance of the adversarial process. For seven years, these constitutional
issues have been adjudicated under “a cloak of secrecy,” as Judge Leon put it.
Now, that cloak has finally been lifted in a true court of law."
Se dopo un editoriale simile del NYT, non esattamente un giornale "movimentista",
il direttore ACLU non dicesse quello che ha detto,
ci sarebbero gli estremi per chiederne il licenziamento in tronco :-)