Le Wireless
Community Networks (WCN), sono reti
wireless gestite da comunità locali basate su
tecnologie di frontiera, territoriali, senza
infrastruttura centralizzata (note anche con il
nome di Wireless Mesh Network), che permettono,
anche attraverso il collegamento ad Internet, l’inclusione
di persone e luoghi che resterebbero
altrimenti esclusi dalle logiche degli
operatori del mercato delle telecomunicazioni.
Di questo tema discuteranno, in occasione del
75° Mercoledì di Nexa, Roberto Caso,
professore associato in Diritto Privato
Comparato presso la Facoltà di Giurisprudenza
dell’Università degli Studi di Trento, e Federica
Giovanella, dottore di ricerca in
Diritto Privato Comparato presso la stessa
università.
A Verrua
Savoia, in PIemonte, nel 2014 ha
debuttato il primo Internet Provider
Associativo: un gruppo di cittadini
senza competenze tecniche, e quindi senza
possibilità di costruire una WCN, ha scelto di
costituire un vero e proprio provider, in forma
di associazione non-profit, dove i ruoli (tutti
in forma volontaria) sono suddivisi equamente
tra gli associati. L'esperienza sarà raccontata
da Daniele Trinchero, docente
presso il Dipartimento di Elettronica e
Telecomunicazioni del Politecnico di Torino,
Fellow del Centro Nexa e Presidente di Senza
Fili Senza Confini.
La pubblicazione “Reti
di libertà. Wireless Community Networks:
un’analisi interdisciplinare” si
prefigge di fornire un inquadramento del
fenomeno WCN sotto i profili tecnico,
sociologico e giuridico. Con riguardo a
quest’ultimo profilo si analizza il contesto
legislativo in cui tali reti si inscrivono e si
delineano le possibili implicazioni dal punto di
vista della responsabilità civile. Al di là
delle singole analisi, il libro intende porsi
quale primo obiettivo quello di aumentare la
conoscibilità di queste reti e di porre in
evidenza le loro potenzialità.
Il provider
associativo rappresenta un efficace
tramite per il trasporto e la distribuzione di
banda in un mondo rurale, nel quale le WCN non
possono trovare possibilità di implementazione.
Il coinvolgimento attivo dei cittadini nella
gestione e soprattutto la condivisione delle
risorse permette un significativo
abbattimento dei costi di approvvigionamento
di banda e di mantenimento dell'infrastruttura.
Senza Fili Senza Confini è stato riconosciuto
dal New
York Times come una soluzione
efficace per l'abbattimento del divario
digitale nell'Italia rurale, sia per
i risultati raggiunti in termini di capacità di
distribuzione di banda, sia per le azioni messe
in campo dall'associazione per colmare il
divario culturale e generazionale