Se stiamo parlando di banda ultralarga è perchè si percepisce chiaramente l'esigenza degli utenti di avere connettività per tutta una serie di applicazioni per molte più persone. All'interno dello stesso nucleo familiare avremo sempre più persone connesse e sempre più nuclei familiari che usano Internet. Sono state citate tante applicazioni ma quelle che davvero stresseranno l'infrastruttura sarà la televisione (inutile che vi rompa sul modello di fruizione alla Netflix). Per non parlare del gaming. E poi se il 40% delle PMI italiane cominciassero davvero ad usare Internet, saremmo al collasso. Quindi occorre pensare oggi alla transizione verso la fibra per questo e per tutte le altre motivazioni che Stefano ha espresso. Non credo però ad un modello keynesiano, almeno in Italia ed adesso: non è che siamo dei campioni di efficienza in termini di piani quinquennali riusciti. Credo quindi che occorre trovare strumenti che incoraggino gli investimenti dei privati o che li supportino nel caso di zone a fallimento di mercato (rimango terrone nelle mie fobie). I fondi europei sarebbero per queste zone la soluzione migliore ma (vi prego) solo con una regia/controllo nazionale: inutile che vi parli delle inerzie di molti nostri governi locali. Tanto più che fortunatamente abbiamo un emendamento costituzionale che lo rende possibile. Quanto ai costi necessari, la cifra mi sembra quella e sarebbe pure che ora che si spendessero cifre di questo genere per il Paese. Speriamo bene Giorgio ======================================================================== Prof. Ing. Giorgio Ventre Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Tecnologie dell'Informazione Università degli Studi di Napoli Federico II Via Claudio 21 80125, Napoli, Italy Tel: +39 081 7683908 Fax: +39 081 7683816 Mob: +39 3807679372 E-mail: giorgio@unina.it http://www.comics.unina.it http://www.docenti.unina.it/giorgio.ventre ======================================================================== On 03/03/2015 13:18, Stefano Quintarelli wrote:
On 03/03/2015 12:22, Diego Giorio wrote:>
Anche giusto, però, guardare al futuro: "640k of RAM are enough for everyone" è stato un noto scivolone di Bill Gate, quindi certamente le grandi infrastrutture devono essere dimensionate pensando alle necessità almeno del 2030. L'ultimo miglio può anche essere tarato su un orizzonte più breve.
rispetto al 2030 siamo esattamente a meta' strada dalla introduzione della prima ADSL a 256kbps avvenuta nel 2001
io uso pesantemente videoconferenze multipunto (oserei dire quasi costantemente, quando sono nel mio home-office) con screen sharing annesso e file transfer.
il mio setting è uno doppio schermo con una videoconferenza sempre aperta. quando qualcuno mi vuole parlare "bussa" sull'instant messager ed entra in stanza. sul primo schermo cosi' c'è la video, sul secondo schermo c'e' il desktop sharing
cose impensabili con le cpu e la ram di 3 anni fa, a meno di non avere cose estremamente costose, che oggi si fanno con un migliaio di euro con scioltezza.
non so cosa sarebbe il livello minimo per darmi una experience accettabile. il mio link di casa offre reali 40Mbps down e 20Mbps up e lo giudico adeguato, anche con la contemporaneità di mia figlia che guarda mediaset on demand.
penso che sempre di piu' le persone si potrebbero trovare a lavorare in un modo simile, intendo che la distinzione tra home e work tende ad assottigliarsi.
basta che prendano piede applicazioni webrtc, che oggi è agli albori, che (penso) con ogni probabilita' si esasperera' questa tendenza al video peer to peer multipunto.
il mio link domestico e' wireless, abitando in campagna ed il backhauling della BTS cui mi connetto è in fibra. la penetrazione della fibra sul backbone è quasi totale sul fisso e molto molto pervasivo sul mobile. ovviamente una cosa che non va bene in ambiti a maggiore densita' abitativa.
una ultima considerazione di tipo economico-giuridico: quando nel 1992 fu iniziata la liberalizzazione delle TLC (che tra l'altro ha generato il GSM, annessi e connessi) il paradigma di riferimento era la telefonia.
anche per questo fu preferito un concetto di concorrenza infrastrutturale (nessuno pensava ad internet ubiqua, al massimo al minitel) e un saggio di martin cave (mi pare) introduceva il concetto di ladder of investments, per cui un operatore avrebbe preso in affitto dall'operatore monopolista prima il traffico (reseller) poi la capacita' (bitstream), poi avrebbe affittato i cavi (unbundling) e poi avrebbe fatto la propria rete, trovando economicamente piu' conveniente salire lungo questa "scala di investimenti".
in realta' non e' accaduto in nessun luogo che si sia potuto costruire una rete fissa alternativa a quella del monopolista, per competere nell'offerta di servizi telefonici/dati.
pero' il modello permane, anche perche' in molti paesi europei (l'italia e' una delle poche eccezioni) ha stimolato la contaminazione della concorrenza tra reti di cable tv e reti telefoniche con le prime che offrono servizi di telefonia e le seconde che offrono servizi video.
il modello competitivo basato sull'infrastruttura prevede che un operatore possa affittare il rame dal (ex) monopolista legale.
il rame porta poca banda a lunga distanza e sempre di piu' man mano che la distanza si abbrevia (con una curva pressochè quadratica). per questo gli operatori usano il rame sempre piu' vicino agli utenti, adesso agli armadi che stanno in strada.
le centrali principali sono una trentina, quelle urbane sono 13000, gli armadi 150.000. chiaramente, nella rete in rame, piu' sposto il punto di raccordo di un operatore alternativo vicino all'utente, e meno operatori concorrenti ci possono essere. (in altri termini: se l'investimento per raccordarsi alla rete di TI in un punto e' minimo, in (una parte dei) 30 punti e' qualcosa, in (una parte dei) 13000 punti e' molto significativo, in (una parte dei) 150.000 punti e' praticamente impossibile.
ne consegue che questo tipo di concorrenza, al massimo, serve una percentuale limitata della popolazione, quella residente nei centri piu' densamente popolati, dove con un investimento ho la possibilita' di servire piu' utenti.
un altro effetto dello spostare elettroni rispetto a fotoni e' che si innescano fenomeni di interferenza tra cavi per cui le prestazoni teoriche indicate spesso sui giornali sono raggiungibili su distanze corte e solo se c'e' un solo apparato che gestisce le linee (in modo da minimizzare gli effetti). ci possono essere anche piu' apparati, se questi collaboranbo tra loro (vectoring), ma devono essere interconnessi tra di loro e devono essere della stessa marca, ovvero se appartengono ad un solo operatore.
una ultimissima considerazione sull'uso dei fondi europei: come tutti sappiamo non siamo bravi a usare i soldi che ci spetterebbero e ci sono un sacco di fondi europei da usare. l'investimento previsto nella rete e' strutturato in modo da incentivare gli operatori a fare gli investimenti con una piccola garanzia bancaria dello stato. non si tratta di fondi erogati direttamente ne' tantomeno a fondo perduto.
a fronte dell'investimento fatto dal pasese, si possono usare i finanziamenti comunitari.
ammettendo di voler usare i fondi, potremmo decidere di fare ponti, porti o strade, ma in tutti i casi sono interventi che richiedono lunghissimi tempi di progettazione ed attuazione ed hanno effetti abbastanza focalizzati.
una rete di accesso nuova e' - dicono gli economisti - uno degli investimenti che piu' velocimente si scaricano a terra ed in modo diffuso.
io sarei per tutti questi motivi per la realizzazione di una rete di accesso interamente nuova, interamente in FTTH, che richiederebbe un investimento di circa 17Bn. per semplicita' mettiamo 20Bn considerando interessi e riduzioni di costi. immaginiamo di ripagarlo in 10 anni (periodo brevissimo per investimenti infrastrutturale), sarebbero 2Bn/anno. considerando che il GDP è circa 2Tn/anno, l'investimento e' circa l'uno per mille.
last but not least, se penso quanto sono costate altre opere finanziate tipo la tav mi-to o la metropolitana di roma o ... you name it, ogni mio possibile dubbio residuo sparisce...
my 2 cents, ciao, s. _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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