Caro Paolo, Grazie per avermi spiegato perche` il caso in questione - e altri simili - per te sono una violazione della neutralita` della rete. Questo era il punto che mi interessava maggiormente. Ne approfitto pero` per reagire ad alcune delle tue considerazioni. 2010/7/16 Paolo Brini <paolo.brini@iridiumpg.com>:
premettendo che con "seguendo le procedure del caso" il discorso si amplia talmente da non essere più pertinente al caso in questione, ritorno sullo specifico e alle procedure specifiche a questo caso per tentare di risponderti.
Non capisco perche` le "procedure del caso" renderebbe la discussione non pertinente, tant'e` che tu stesso ti riferisci alla "dovute garanzie procedurali".
Considero una violazione della neutralità della rete (senza dare ad essa necessariamente un connotato negativo, perché certe pratiche antispam potrebbero anche trovarmi d'accordo, così come la rimozione fisica dei siti che ospitano deliberatamente certi contenuti NON generati dagli utenti, vedi paper MOGiS sulla rimozione dei siti che ospitano immagini di abusi sessuali sui bambini) qualsiasi discriminazione contro servizi e/o contenuti e/o applicazioni e/o protocolli, in particolare (ma non limitatamente) quando questi non sono stati giudicati illegali con le dovute garanzie procedurali.
Il punto dunque, se ben capisco la tua posizione, e` quello delle "garanzie procedurali" (e dunque delle "procedure del caso" come scrivevo io) e la misura in cui differenti procedure forniscano tali garanzie. Nel caso in specie, non sappiamo se la richiesta di rimozione riguardasse solo certi specifici blog e l'azienda che forniva il servizio di hosting abbia deciso, tanto per andare sul sicuro - e, permettimi di dire con un certo cinismo, derivante dalla mia esperienza professionale con vari ISP, forse anche per risparmiare tempo e denaro in controlli piu` accurati - di eliminare tutto in un colpo solo. Dunque bisognerebbe riflettere su chi ha seguito (o meno) le procedure corrette e su chi ha fornito (o meno) le garanzie del caso.
Non sono d'accordo sulla mancanza di sostanza dell'articolo: ieri 73000 blog e un servizio legale c'erano, oggi non ci sono più per volere delle autorità americane, senza un processo, senza una prova, senza un diritto alla difesa. Questo è il fatto di sostanza. L'unico per ora ad aver riportato gli unici documenti disponibili del caso è stato TF... per me anche questa è sostanza.
Se la rimozione e` avvenuta sulla base del DMCA - cosa che, tanto per parlare di sostanza, l'articolo non dice perche` non lo sa - la parte che che si e` vista sparire il proprio servizio o i propri contenuti puo` contestare (se non mi sbaglio entro 10 giorni). Anche qui, non si sa se cio` sia avvenuto, cosa fosse contestato di preciso e quanta parte di questa piattaforma di blogging fosse legale. Io posso anche supporre - e suppongo, sulla base di studi noti - che plausibilmente la maggior parte dei contenuti ospitati da quella piattaforma di blogging fosse legale. Ma questo non e` dato sapere dato che, appunto, l'articolo manca di sostanza - il che mi spiace perche` considero TorrentFreak una fonte preziosa di informazione, anche se ultimamente mi pare si stiano trasformando nella sagra del "si dice che". Dato che non accetto questo approcio da parte delle major del copyright ("si dice che la pirateria faccia perdere sessanta fantasmilioni di posti di lavoro e zilliardi di euro") non lo accetto neanche dalle controparti. Ciao, grazie, Andrea