Penso che "eventualmente" significhi che avviene nell'eventualità che il legislatore disponga

Il doc di Rossi è un documento politico, non un ddl. Una audizione è una opportunità per esprimere posizioni politiche. È una occasione per dire "queste sono cose per noi importanti", valutare reazioni ed iniziare un confronto con i colleghi (che nella fattispecie sono stati positivi), oltre che lasciare a verbale una posizione. 

Curiosità: Appena arrivato alla Camera mi è stato spiegato come si usano i tempi e le motivazioni di intervento. Per esempio, per parlare in aula di qualunque cosa  si interviene "sull'ordine dei lavori". Una volta sull'ordine dei lavori abbiamo avuto decine di interventi per commemorare dei defunti. Ogni gruppo aveva il proprio da commemorare.

Ciao, s.

Blengino <blengino@penalistiassociati.it> ha scritto:

Ringrazio Quintarelli per il costante aggiornamento che nonostante le difficoltà del momento ci offre sulla vicenda AGCOM.

Rimango però perplesso a legger alcuni passaggi della Documentazione della Camera, ed in generale dalla vicenda.

 

In particolare mi sorge il dubbio che dai tempi ormai remoti dei miei studi universitari sia cambiato il sistema e la gerarchia delle fonti del diritto.

 

Premdo atto che le Autority, sebbene organi dello Stato estranei alla nostra costituzione, sono ormai immanenti nel complesso sistema normativo italiano (ed europeo) – generando per altro non poche distonie -  ma legger che il Presidente di AGCOM davanti allo stesso legislatore dichiara che se il Parlamento dovesse intervenire con una riforma sul diritto d’autore la Sua Autorità <<...sarebbe lieta di cedere il passo ed eventualmente (eventualmente??) conformare la propria azione alle previsioni del legislatore>> confesso mi genera inquietudine. Come eventualmente? E quale passo deve lietamente cedere un’autorità amministrativa indipendente (e politicamente irresponsabile) al legislatore?

 

Ma probabilmente son io che sbaglio e son legato ad una concezione vetusta della formazione delle leggi.

D’altra parte a legger l’intervento del Senatore Rossi mi pare evidente che qualcosa è cambiato nelle fonti del diritto. Perchè quanto il Senatore suggerisce a Cardani sono tutte robe anche condivisibili, ma che superano l’attuale normativa sul diritto d’autore: dunque si da’ per scontato, anzi il legislatore stesso da’ per scontato (e suggerisce) che con un proprio regolamento AGCOM possa operare sulla normativa primaria senza alcun passaggio parlamentare. Ne prendo atto. Se lo dice il legislatore...Certo se anche il legislatore lo dicesse con una legge discussa in aula sarebbe più, come dire, democratico?

Ma tranquilli, AGCOM farà una bella consultazione pubblica, che oggi va di moda e fa tanto democrazia diretta con gli stakeholders in prima fila, e poi, dopo la consultazione, cambierà un pò il diritto d’autore e le modalità di circolazione dei contenuti in rete. Ma bene eh! nel rispetto dei diritti fondamentali e colpendo solo quelli cattivi cattivi, non i porelli che scaricano o caricano qualche film...fidatevi. Che tanto, se anche non vi fidate, l’AGCOM è indipendente e irresponsabile...

Amen

C.

 

 

 

Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di marco scialdone
Inviato: mercoledì 10 luglio 2013 12.17
A: Stefano Quintarelli
Cc: NEXA List
Oggetto: Re: [nexa] camera, senato e diritto d'autore

 

Molto interessante lo studio della Camera.

C'è questo passaggio che apre scenari "notevoli".

"

La base legale per l'estensione della regolazione più in generale agli Internet Service

Provider è stata invece individuata dall'Autorità (così nella delibera n. 368/10/Cons.

dell'Autorità) nell'articolo 17, comma 3, del decreto legislativo n. 70/2003 il quale prevede

che il prestatore "

sia

civilmente responsabile del contenuto di tali servizi nel caso in cui,

richiesto dall'autorità giudiziaria o amministrativa avente funzioni di vigilanza, non ha agito

prontamente per impedire l'accesso a detto contenuto". La qualificazione dell'Autorità per le

garanzie nelle comunicazioni come "autorità amministrativa di vigilanza" è desumibile

dall'articolo 1 del Codice delle comunicazioni elettroniche (decreto legislativo n. 259/2003)

che qualifica appunto l'Agcom come Autorità nazionale di regolamentazione per tutto il

settore delle comunicazioni elettroniche"

Quindi Agcom avrebbe possibilità di intervenire su qualunque argomento: dalla diffamazione online, alla pedopornografia online, alle pratiche commerciali scorrette online, alla pubblicità online ....visto che tutto ciò che "capita" in Rete passa attraverso un ISP.

 

2013/7/10 Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it>

mi permetto di suggerire di leggere sul mio tumblr i due post più recenti in tema di diritto d'autore http://is.gd/j4yp3u
il primo su una risposta a Cardani al senato
il secondo su un dossier dell'ufficio studi della Camera
ciao, s.
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