Sono felicissimo di venjre smentito sull'Università. Tuttavia nota che i "No" di cui parlavo sono solo marginalmente legati alla estensione dei nostri diritti in quanto lavoratori. Si tratta di insegnare a rifiutare in modo non negoziabile lo sviluppo di software contrario ai nostri valori. Sono d'accordo sulla tua proposta di attribuzione del copyright ai programmatori, ma non sono certo che una rivendicazione sindacale (pur legittima) sia il modo più efficace di ottenere questo risultato. Di certo però su un punto non sono d'accordo: c'è così poco da salvare nello stack software mainstream, che ormai riscrivere tutto da zero sta diventando l'approccio più economico. Dunque sì, vi sono mezzi di produzione fisici che possono costituire un _minimo_ capitale aziendale. Fatto sta che quei mezzi fisici esistoni per facilitare la produzione delle nostre menti: l'esatto contrario di ciò che avviene in una fabbrica, dove le persone sono lì per facilitare la produzione della catena di montaggio e delle macchine che vi operano. Quanto alle barriere legali, sono costruite sulle sabbie mobili. Giacomo