Il 24/09/24 5:21 PM, J.C. DE MARTIN ha
scritto:
Cambio di policy in Telegram, cederà IP e numeri telefonici
alle autorità quando richiesto
A meno di un mese dal suo arresto, Pavel Durov cambia i termini
di contratto e lo comunica con un post sul social
[...]
Da oggi l’app di messaggistica, fornirà
gli indirizzi IP e i numeri di
telefono degli utenti alle autorità
competenti nel caso di valide richieste
legali.
[...]
La piattaforma non si era mai dimostrata molto collaborativa
con le autorità in nessuna parte del mondo, cosa che aveva
spesso consentito l'utilizzo dell'app di
messaggistica da parte di gruppi criminali
ed estremisti.
[...]
Trovo l'articolo un po' "sopra le righe".
Non mi piace il messaggio latente che lascia passare, del tipo:
"Durov, prima era buono... ora è cattivo".
La "collaborazione" fra Telegram e varie autorità giudiziarie di
vari paesi (inclusa l'Italia) è nota da tempo e sono stati diversi
i casi in cui *esplicitamente* le nostre forze di polizia
dichiaravano di aver "sequestrato" un canale o un gruppo Telegram
[1]. Per chi, come noi, qui, ha una idea abbastanza precisa
dell'argomento... è chiaro che senza la collaborazione esplicita
di Durov, tali "sequestri" non erano fattibili (perchè nella
realta', piu' che di sequestri da parte delle autorita' italiane,
si è trattato di "chiusure" operate da Durov [su richiesta delle
autorita']).
Ma il punto che vorrei sollevare è un altro: cosa dovrebbe fare
Durov, se opera "legalmente" in un Paese, e le autorita' di quel
Paese gli impongono delle richieste?
Detto in altri termini: se arrivano le forze di polizia in una
sede di Telegram ed hanno, con se, un mandato di un giudice che
dice: "Carissimo, ho bisogno dei dati dell'utente pinco-pallo",
lui che dovrebbe fare?
Per me, è sempre stato ovvio che a tali richieste si desse
seguito. E su questo, ho sempre attribuito a Durov il livello di
fiducia necessario a distinguere le richieste "serie" da quelle
"folkloristiche"... (aka: le richieste che arrivano dall'AD di
Facebook, o da Musk... mi sono convinto che le cestina).
Piu' vicino a noi, c'e' stato un pregresso similmente
interessante con Proton: pur essendo esplicitamente paladini della
segretezza e della riservatezza... quando messi di fronte ad un
ordine della magistratura svizzera, non hanno potuto non
collaborare. Le mail erano cifrate (e quindi non potevano essere
lette), ma risalire all'IP del titolare, magari previa attivazione
di meccanismi di logging ad-hoc che avrebbero catturato i dati
all'accesso successivo... era fattibile... ed e' stato fatto [2].
Ma tutto cio' e' realmente qualcosa "di negativo"?
...secondo me, no.
Sbaglio?
Saluti,
DV
[1]
https://duckduckgo.com/?t=ffab&q=sequestro+canale+telegram&ia=web
[2] https://proton.me/blog/climate-activist-arrest
--
Damiano Verzulli
e-mail: damiano@verzulli.it
---
possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
---
"...I realized that free software would not generate the kind of
income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
to get a well paying job as a free software developer, but not
here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html