In data domenica 28 febbraio 2010 21:07:50, Paolo Brini ha scritto:
Trovo discutibili queste due frasi (la seconda agghiacciante): "nel servizio Google Video, Google non è un intermediario ... perché non si limita a mettere in comunicazione i soggetti in modo indifferente ai contenuti immessi, come fa eBay per esempio, ma trae un vantaggio economico dai contenuti, attenzione, che veicola con il servizio di Google Video, e così tratta i dati". Tralasciando il riferimento a eBay che pure non mi pare corretto, non capisco tecnicamente come il trattamento automatico dei dati (per esempio, nel caso di tutte le piattaforme che ospitano video, conversione di qualsiasi formato video uploadato in Flash) faccia uscire l'hosting dai parametri dell'art. 14 della 2000/31, ma soprattutto non capisco l'automatica implicazione "scopo di lucro-->trattamento dei dati". non voglio difendere il PM (che in Italia si rischia di essere messi al bando per una cosa del genere ;-). mi limito a chiedere: c'è qualcuno che ha letto gli atti del processo e/o conosce la requisitoria e può confermare che il sillogismo di Paolo regge anche alla luce dell'ampia documentazione del documentazione ? in altre parole: per il PM, cosa ha fatto Google ? Da quel che capisco, per il PM, il trattamento che fa eBay è legittimo. Questo è un dato molto interessante. Quindi se sotto processo ci fosse stata eBay sarebbe stata assolta. Cosa fa di diverso Google rispetto ad eBay ? La differenza tra i 2 non sta certo nel fine di lucro (anche eBay guadagna fornendo il suo servizio). Mi sembra che in questa differenza possa stare la ragione della condanna... m.c.
"Siccome Google agisce a fini di lucro non si applica la normativa sul commercio elettronico". Quindi una normativa per il COMMERCIO elettronico non si applica se si fa COMMERCIO elettronico? I fornitori di servizi della società dell'informazione, in primis gli ISP, non sono più mere conduit se non offrono il servizio di connettività alla rete gratuitamente e senza nemmeno guadagnarci indirettamente?
In alcuni casi (al momento mi sovviene Time Warner et al. vs. The Pirate Bay) la questione sollevata era opposta, ossia se un sito che NON fa commercio elettronico possa godere della limitazione delle responsabilità (secondo la Corte di Stoccolma, si).