Perfettamente d'accordo.

https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/piu-benessere-grazie-alla-tecnologia-solo-se-cambiamo-modello-economico/

Piero

Il giorno ven 24 lug 2020 alle ore 10:14 Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> ha scritto:
Il July 24, 2020 6:37:01 AM UTC, Piero Poccianti <piero.poccianti@gmail.com> ha scritto:
>  Se Amazon pagasse veramente per i costi che genera (quelli ambientali
> per esempio) sarebbe in attivo ?

No.
Come migliaia di altre aziende.

Approfittano dell'uso della moneta come misura e rappresentazione del valore. Tutto ciò  che non ha acquirenti non vale niente.
Chi compra l'inquinamento? Chi paga per ripulire Taranto? O Cengio?

I danni fatti ad una collettività sono tanto più difficili da prezzare quanto più sono elevati. E tanto alla fine non li paga nessuno, perché lo Stato è "forte con i deboli e zerbino coi potenti" (cit.). Vedi Eternit.

Dunque le esternalità negative sono SEMPRE ignorate, visto che profitto e PIL sono le uniche misure che contano per politici accecati da ignoranza e scarsa capacità critica nei confronti della propria formazione.



Al massimo ci accontentiamo di multe ridicole, che possono tranquillamente essere messe a budget come costo, nettamente inferiore a tanti altri.

Nemmeno tassarle funziona.
E non solo perché "ottimizzano" la tassazione spostandosi dove questa è inferiore, ma perché uno Stato non può permettersi di chiudere chi gli fornisce una fetta rilevante dei propri introiti.

E poi spesso le esternalità sono globali, mentre le tasse sono pagate localmente, e i politici sono eletti localmente e mancano (contrariamente a chi governa un'azienda multinazionale) di visione globale.


Giacomo


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Piero Poccianti