invio qualche idea e contributo (avevo già inviato, ma non so per quale mistero non è arrivato, spero che di non essere del tutto fuori tempo massimo :-)). Oggi non sono riuscito ad a raggiungervi. Vi sto seguendo in streaming.
1.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara' relativo a ?
Miopia del legislatore e degli amministratori nel comprendere la centralità dell'utente in Internet. Il rischio sempre latente è che il movimento reazionario alla rivoluzione di Internet cerchi di ridurre le straordinarie potenzialità della Rete quale mezzo di potere di massa. L'allargamento e l'abuso dei diritti autoriali è appunto uno degli strumenti utilizzati per reagire al cambiamento e per mantenere lo status quo da parte di poteri reazionari.
1.2. E la maggiore opportunita'?
Creatività di massa, comunità internet dove svolgere re-uso, remix e mashup del nostro materiale culturale in assenza di bariere spaziali e in tempo reale. Siamo in una fase assolutamente pionieristica, ma la "wealth of networks" è potenzialmente smisurata e potrebbe aprire ad una nuova era di evoluzione culturale e creativa con l'affemazione dei principi della distintività culturale e della politica dell'identità.
1.3. se si dovesse attivare un progetto di ricerca, lo si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
Studio e mappatura delle comunità internet e cultura del mashup
Digitalizzazione del sapere
Opere orfane
1.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una associazione di advocacy (come la Quadrature du Net in Francia o EFF in USA), la si indirizzerebbe su quale tema (o quali temi, max 3)? Perche'?
digital divide e connettività
1.5. se si dovessero indicare al Governo 3 priorita' di spesa, quali sarebbero? Perche'?
banda larga
publica amministrazione digitale
1.6. se si dovesse interloquire col Parlamento, si chiederebbe di legiferare in merito a Internet? Se si', su quali temi e perche'?
Riforma del diritto d'autore che è obsoleto e inadatto alle logiche creative e distributive dell'Internet (un'opzione è quella di pensare ad un'inversione della tradizionale liability rule del diritto d'autore con una serie di meccanismi alternativi per garantire incentivo e giusta retribuzione agli autori)
1.6.1. Esiste un intergruppo Parlamentare 2.0: che ruolo dovrebbe avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche?
Proporre certamente utili riforme, ma sopratutto procedere all'alfabetizzazione culturale del parlamento in materia di tematiche relative all'Internet, gestione dei contenuti, publico dominio, tensione tra accesso e protezione, etc. L'impressione è che l'ignoranza sui temi caldi dibattuti da più di un decennio sia assoluta nel nostro Parlamento. In assenza di una consapevolezza nuova continueremo a produrre leggi Urbani senza neppure renderci conto della sua latente problematicità.
1.8 Le competenze ministeriali relative a Internet sono spezzettate tra molteplici dicasteri: avrebbe senso, secondo voi, istituire un Ministero della Rete? O e' piuttosto auspicabile/piu' efficace la creazione di un organismo consultivo che rappresenti gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni? (Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo della cultura, http://www.kulturrat.de). O entrambe le cose?
Meglio un organismo consultivo che rappresenti gli utenti. Quello della rappresentatività degli utenti nelle logiche di lobby legislativa è argomento centrale per l'evoluzione della Rete e per la riforma degli strumenti di gestione della creatività. La deriva ultraprotezionistica nei confronti dei contenuti tutelati da diritto d'autore e la conseguente "enclusure" del pubblico dominio è anche avvenuta per la forzata assenza degli utenti, i veri protagonisti della rivoluzione digitale, dal tavolo delle trattative.
2.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara' relativo a ... ?
Miopia del legislatore e degli amministratori nel comprendere la centralità dell'utente in Internet. Il rischio sempre latente è che il movimento reazionario alla rivoluzione di Internet cerchi di ridurre le straordinarie potenzialità della Rete quale mezzo di potere di massa. L'allargamento e l'abuso dei diritti autoriali è appunto uno degli strumenti utilizzati per reagire al cambiamento e per mantenere lo status quo da parte di poteri reazionari.
2.2. E la maggiore opportunita'?
Creatività di massa, comunità internet dove svolgere re-uso, remix e mashup del nostro materiale culturale in assenza di bariere spaziali e in tempo reale. Siamo in una fase assolutamente pionieristica, ma la "wealth of networks" è potenzialmente smisurata e potrebbe aprire ad una nuova era di evoluzione culturale e creativa con l'affemazione dei principi della distintività culturale e della politica dell'identità.
2.3. se si dovesse chiedere alla Commission edi attivare un progetto di ricerca, lo si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
Studio e mappatura delle comunità internet e cultura del mashup (perchè opportunità della futura evoluzione culturale e creativa e perchè i dati empirici su quel che succede in Rete sono scarsi e incerti)
2.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una associazione di advocacy (come la Quadrature du Net in Francia), la si indirizzerebbe su quale tema europeo (o quali temi, max 3)? Perche'?
ACTA e IPRED2
Internet come diritto fondamentale
2.5. se si dovessero indicare al Consiglio/Commissione 3 priorita' di spesa, quali sarebbero? Perche'?
Digitalizzazione e accesso alla cultura (tutto dovrebbe confluire in quella direzione, l'ultima versione della transazione Google rischia di rendere ineludile l'egemonia della cultura anglosassone su qualsiasi altra forma culturale
Certamente. Si veda il commento al punto 1.8 supra.
3.1: Si e' molto parlato di WSIS, IGF e di Governance di Internet: che cosa dobbiamo aspettarci nel 2010? E' possibile fare qualcosa a livello nazionale che abbia un impatto a livello globale? Se si', e' il Governo che dovrebbe muoversi? E in che direzione?
Non sono particolarmente affascianto dalla "governance" di Internet, mi pare strumento reazionario che si rallaccia al commento fatto al punto 1.1. E' probabilmente ineludibile visto il sicuro impatto della questione sicurezza e della politica del terrore costantemente riproposta. E' mia opinione, comunque, che la "governance" dovrebbe essere contrastata invece che spronata. La direzione in cui muoversi è quella di stabilire e fissare i limiti della "governance". Lo strumento dovrebbe appunto essere un Internet Bill of Rights. Prima dei limiti e dei doveri degli utenti mi pare che la tradizione culturale moderna imponga che siano precisati i diritti (a meno che la rivoluzione illuminista sia avvenuta solo nel virtuale di Internet e non nella realtà a cui appartengono i soggetti tenuti a legiferare su governance e IBR)
3.2. Negli ultimi mesi del 2009 le iniziative per un Internet Bill of Rights hanno preso quota: il 2010 sara' l'anno dell'IBR?
Vedi supra
3.3. Da quali aree del mondo vi aspettate le maggiori novita' (nel bene e nel male) relativamente a Internet? Perche'?_______________________________________________
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