Domanda attivistica:

Qualcuno si è già premurato di effettuare un esposto al Garante della Privacy, mettendo a conoscenza il DPO dell'ente, oltre a fare un accesso civico per qualunque documento relativo a tale condivisione / accordi?

Perchè, se ciò ci fosse (cioè ciò che amministrativamente si doveva fare è stato fatto), allora condivido che avrebbe senso una buona azione di sensibilizzazione a tutti i DPO degli enti, in riferimento ad altri casi precedenti (Genova, Trento, Como, etc) .

Fabio

On 6/20/2026 6:39 PM, Damiano Verzulli via nexa wrote:

Grazia per la condivisione. Interessante.

Condivido appieno lo spirito dell'autore... ma contesto questo passaggio:

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A oggi non risulta pubblicamente reperibile un atto amministrativo formale, una delibera di Giunta o una determinazione dirigenziale, con cui il Comune di Genova autorizza la messa a disposizione delle immagini per l’addestramento dell’intelligenza artificiale. L’operazione viene raccontata come collaborazione e come partecipazione a una iniziativa privata, non come provvedimento pubblicato e tracciabile. Per un trattamento di questa natura, su larga scala, in luoghi pubblici e per una finalità nuova come l’addestramento di modelli, la prudenza giuridica imporrebbe quantomeno una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati e un accordo che definisca con chiarezza titolarità e responsabilità. Documenti che il cittadino ha il diritto di vedere, e che lo strumento dell’accesso civico generalizzato consente di richiedere.
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Da dipendente di una P.A. (io) nonché funzionario con una modestissima responsabilità, sono super-sicuro che esistono NUMEROSI strumenti giuridici per acquisire, scientificamente, tutte le informazioni che servono (a questa lista) per ragionare sul quadro generale dell'operazione descritta nell'articolo (che potrebbe essere esterno a quanto raccontato [e forse anche a quanto concordato] con i funzionari del Comune di Genova, interessati). 

In particolare:

PEC, RTD, DPO, responsabile dell'area finanza, responsabile prevenzione-trasparenza-corruzione, flussi dati [obbligatori] verso ANAC... sono i primi strumenti che mi vengono in mente e che supportano la "trasparenza". Se qualcuno è interessato... che chiedesse informazioni. Aspettarsi esclusivamente un comportamento proattivo dall'altro lato... non lo trovo corretto.

Poi... l'idea che si potrebbero avviare delle iniziative (di (in)formazione?) "massiva" ai Comuni... per dirgli che la prossima volta che qualcuno gli chiede gli stream-video... almeno che se li facessero pagare profumatamente... è tutto un altro discorso.

Saluti,
DV