On Fri, Jan 21, 2022 15:29:32 PM +0100, D. Davide Lamanna wrote:Va abbattuto una volta per tutte il muro tra chi "fa" tecnologia e chi "usa" tecnologica. Ognuna di noi deve usarla AND farla.nulla di personale ovviamente ma... occhio! Da qui al vicolo cieco e largamente sterile in cui GNU/FSF si sono infilati 30 anni fa e' un attimo... per chiarire cosa intendo ho gia' scritto parecchio, quindi (ri)passo alcuni di quei link e mi fermo: https://stop.zona-m.net/2021/04/on-richard-stallman-ousted-from-fsf/ https://stop.zona-m.net/2020/04/the-culture-war-in-open-source-may-just-be-irrelevant/ https://stop.zona-m.net/2019/09/have-we-missed-something-in-foss-of-course/ fino a (15 anni fa...) https://stop.zona-m.net/tag/free-software/page/14/ Marco
Alimento la discussione perché mi interessa.
Cosa è successo nell'ultimo ventennio? Cosa hanno inventato
Google & soci? Nulla di particolare, la tecnologia era già
tutta praticamente disponibile negli anni '90, poco e niente è
stato aggiunto. Nello specifico? Le interfacce web (e poi le App,
vabbè...). Google ha mostrato al mondo intero cosa si poteva fare
con il digitale attraverso interfacce ultra usabili, con una
esperienza utente da urlo, funzionanti, gratificanti, affidabili,
disponibili, comode, ecc. E grazie a queste interfacce ci ha reso
schiavi. Utenti e schiavi. Schiavi in quanto controllati ed
eterodeterminati.
Noi del settore non avevamo certo bisogno di queste fantasmagoriche interfacce per capire il potenziale del digitale. Infatti raramente ci siamo stupiti delle "invenzioni" dei Big Tech. Lo avevamo già chiaro negli anni '90 e abbiamo provato a spiegarlo agli altri. Che non ci si sono proprio filati: "roba da geek, ho di meglio da fare", "troppo difficile, non ho tempo", "o è semplice oppure ciao". Salvo poi diventare utenti schiavi di Google, per fare le stesse cose che avrebbero potuto fare insieme a noi, da liberi, progettandole insieme a noi, per noi tutti e tutte, per esigenze reali, non indotte.
Vediamola in positivo: almeno oggi l'hanno capito. E hanno capito pure che sono schiave. C'hanno messo 20 anni, ma meglio tardi che mai. A questo punto, sì, caro Marco, torniamo al punto di partenza. Facciamo le cose insieme, non da utenti, ma da protagoniste. Facciamole noi, nelle nostre comunità, con approccio esigenziale, con empowerment locale, con governance autonoma. Impiegandoci dieci volte il tempo e anche cento volte il tempo, se necessario. Facciamolo con un lavoro gigantesco, difficile, complesso, frustrante, lento, senza comodità, imparando l'informatica, divedendoci i compiti, sobbarcandoci la gestione, ottenendo risultati minimi. Ma da libere.
Questi sono i progetti a cui penso:
https://antonieta.vedetas.org/p/bandodel1dicembre
Io non ho nessuna intenzione di creare il concetto di utente per
consentire alle persone di non sbattersi. Lo voglio creare come
ruolo, da incarnare quando occorre. Ma non come lasciapassare per
non fare le cose. Le cose vanno fatte, per essere consapevoli di
come funzionano e non subirle dall'alto passivamente. E per chi
non le vuole fare? Nessun problema, può tranquillamente continuare
ad essere schiavo.
D.