La riscrittura dell'intervento di a.dicorinto mi pare che focalizzi in maniera interessante il problema apparentemente distante da internet e dal libero fluire di informazioni e di attività imprenditoriali nel suo contesto Una prima considerazione: il finanziamento pubblico ai giornali è una inderogabile componente di bilancio per i giornali "finto politici" che ne permette la vita per un teorico interesse per la pluralità informativa. I giornali medio grandi per vivere possono fare a meno del finanziamento pubblico anche se in questo momento di enorme crisi del settore qualsiasi denaro è utile per tenere in piedi il giornale. Ora capisco che ci siamo lobby e potentati che debbono tutelarsi attraverso finanziamenti pubblici, ma indubbiamente questi finanziamenti pubblici ai giornali tradizionali sono un'alterazione decisa all'accesso al mercato da parte di nuovi player soprattutto nativi digitali. In questo modo continueremo a dover avere anche online i media vecchi, salvo casi fortunati come il Fatto che hanno scalato velocissimamente le posizioni e creato dal nulla un loro mercato di lettori-visitatori. Fortunamamente a diversi livelli inizio a sentire parlare di facilitazioni per quanti iniziano adesso attività in rete. Sono piccoli "aiuti" ma dimostrano che qualcuno ragiona al di fuori della logica della conservazione passiva del passato. VP