Caro Stefano, On Fri, 01 Aug 2025 07:11:15 +0000 Stefano Borroni Barale wrote:
"Il mezzo può essere paragonato a un seme, il fine a un albero; e tra il mezzo e il fine vi è appunto la stessa inviolabile relazione che vi è tra il seme e l'albero'
Prima che un seme sano possa essere piantato, forse è necessario un enorme incendio che distrugga tutte le piante malate che lo soffocherebbero prima che possa germogliare. La nonviolenza è un metodo vincente in uno Stato di Diritto, in cui TUTTI sono egualmente sottoposti alla Legge. In Italia (e ormai direi in Europa) il GARANTE per la PROTEZIONE dei Dati Personali si preoccupa solo di imporre una costosa "paper compliance" alle piccole aziende, giustificando gli stipendi dei propri dipendenti e dei vari Data PROTECTION Officer che, lungi dal proteggere i dati dei cittadini, aiutano chi ne viola i diritti a fingere di averlo fatto involontariamente. Ma non prova nemmeno ad applicare il GDPR alle BigTech e ai Titolari del trattamento che ne adottano i servizi anche in palese violazione di legge. Qualche volta gli abbaia contro, per ricordare a tutti di esistere, ma poi finisce SEMPRE a tarallucci e vino. Due anni fa ricordo un DPO di Milano che entrò nella chat di Monitora PA per "ringraziarci": in 6 mesi le nostre segnalazioni gli avevano già permesso di duplicare il fatturato annuale semplicemente tranquillizzando per iscritto i suoi clienti sul fatto che il Garante non avrebbe fatto nulla per far interrompere i trasferimenti illeciti verso gli USA come non aveva fatto nulla nei diversi anni da Schrems II. In assenza di uno stato di diritto, per quanto doloroso e pauroso sia ammetterlo, dovremmo forse iniziare a considerare l'ipotesi che qualsiasi approccio civile e nonviolento sia destinato a fallire. Giacomo