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Se quanto detto da Weizenbaum è condivisibile, esiste allora umanità senza cultura e /quindi/ senza morte?
Intanto che cerchiamo una risposta, tra la /mia/ nascita e la /mia/ morte c'è un certo qual lasso di tempo e io vorrei poterlo vivere con sufficiente grado di autonomia relativa /partecipata/, /qui e ora/ e non nella "vita eterna (virtuale?)", senza che Ray Kurzweil e compagnia cantante dettino l'agenda politica non solo della quotidianità /terrena/ di ognuno di noi, tenuti debitamente /separati/ ed /intermediati/, ma anche di come dovrà essere il nostro "eterno riposo
Il ricco, il super-ricco, di ieri, per "vivere in eterno", si dava la mecenatismo. Al ricco, al super-ricco, di oggi, non frega nulla. L'eternità la vuole ottenere grazie alla tecnologia. Peter Thiel prova a invertire il processo di invecchiamento, Sam Altman e Ray Kurzweil progettano di caricare i loro cervelli su un supercomputer [1]. Fin qui nulla di strano, ognuno è libero di impiegare il proprio patrimonio come vuole. Discorso diverso quando queste persone hanno cariche politiche e/o "influenza". Influenza sui decisori politici, influenza sull'economia, influenza sull'umanità (un Zuckerberg che "parla" a miliardi di persone). I ricchi di oggi, rispetto al passato, hanno patrimoni enormi, pari a quelli degli Stati, la "propaganda" che possono mettere in atto è potenzialmente illimitata. Antonio Casilli ha definito il transumanesimo come una versione tecnicizzata della New Age. In effetti, la concezione monistica della realtà, l'idea che gli umani avanzino per mutazione [2], la possibilità di superare i limiti che la scienza classica pone all'uomo, uno spiritualismo della tecnoscienza come via di salvezza, l'attesa di una nuova era, quella dell'Acquario prima, della Singolarità ora, sono tutte caratteristiche simili. C'è una piccola differenza, la New Age non aveva la Rete, il nuovo movimento sì. A. [1] https://onezero.medium.com/survival-of-the-richest-9ef6cddd0cc1 [2] I barbari. Saggio sulla mutazione, di Alessandro Baricco