Caro Paolo, cari tutti, dato che la Commissione Europea partecipa (da tempo) alle discussioni relative ad ICANN e alla governance di Internet, sono ahimé costretto a tediarvi ancora con il solito disclaimer - quello che dico non rappresenta necessariamente una posizione ufficiale della Commissione. On 3/8/2011 6:30 PM, Paolo Brini wrote:
Il 08/03/2011 15:48, Andrea Glorioso ha scritto:
Perche` dici che il piano e` tornato d'attualita`?
Ciao Andrea,
sia perché ora è di nuovo promosso simultaneamente da diversi governi, vedi per esempio <http://news.cnet.com/8301-31921_3-20040431-281.html> (dalle affermazioni di Del Bianco e meeting di Brussels della scorsa settimana in poi).
Prima di tutto, gli articoli di Declan McCullagh vanno presi con una certa cautela. McCullagh - che per altro leggo sempre con piacere - ben rappresenta una certa ideologia, molto diffusa negli Stati Uniti (e non solo), che vede le Nazioni Unite come il fumo negli occhi. Si può poi discutere dei meriti e dei demeriti delle diverse posizioni in merito, ma è importante tenere questo punto in mente. Infatti, che io sappia, durante il meeting di Bruxelles (un incontro tra il Board di ICANN e il Governmental Advisory Committee, per discutere i punti di disaccordo relativi all'introduzione dei nuovi "generic Top Level Domains") un singolo paese - Kenya - ha semplicemente osservato una banalità, ovvero che è difficile per i rappresentanti dei paesi in via di sviluppo giustificare le spese per partecipare agli incontri di ICANN. Tutto ciò nell'ambito di un punto molto specifico, ovvero la richiesta del GAC che gli Stati siano esenti dal pagamento delle "objection fees" all'introduzione di nuovi gTLDs (il problema non è essere braccini, ma introdurre delle linee di budget formali per far fronte a queste possibili "fees", che come sanno tutti coloro che lavorano nelle pubbliche amministrazioni è sempre un bagno di sangue). Inoltre, Kenya - e leggo le trascrizioni - ha detto "[developing countries] will just go to the ITU *for the information*". McCullagh si è convenientemente scordato quel "for the information". Del Bianco non rappresenta uno Stato. Le sue opinioni sono interessanti, ma sono le opinioni di un'organizzazione che rappresenta un certo numero di aziende, guarda un po', statunitensi. Almeno una di queste aziende trae una parte sostanziale dei propri introiti dal sistema ICANN così com'è. Per altro, che piaccia o meno a McCullagh, Del Bianco e altri, le Nazioni Unite e le relative agenzie hanno una chiara responsabilità in vari aspetti della governance di Internet. Ciò non significa che le Nazioni Unite debbano o possano o vogliano "governare Internet", ma non si può nemmeno far finta che un'organizzazione privata con sede in California e con un chiaro contratto di dipendenza dagli Stati Uniti possa completamente rimpiazzare delle sedi istituzionali e multilaterali.
sia perché (limitatamente alla parte di esautorarlo della sua autorità, non di trasferire i suoi poteri alle Nazioni Uniti) le pressioni dell'amministrazione Obama sembrerebbero volere arrogarsi un controllo totale sui nomi di dominio e sui TLD, sia per la posizione del GAC.
La proposta degli Stati Uniti di imporre un "veto" all'introduzione di nuovi gTLD, come avrai visto, non ha trovato consenso all'interno del GAC stesso. Ma in ogni caso, dire che gli Stati Uniti vogliano "esautorare" ICANN significa dimenticarsi che ICANN opera sulla base di un contratto con il Governo degli Stati Uniti; all'interno del territorio degli Stati Uniti; sottoposto alla giurisdizione degli Stati Uniti. Quindi gli Stati Uniti, dal mio punto di vista, non stanno "esautorando" granché. Stanno semplicemente ricordando - in maniera a mio parere alquanto goffa - che ICANN non è mai stata e non è indipendente da loro. Che poi la soluzione a questo problema oggettivo debba o possa essere un trasferimento di alcune o di tutte le funzioni di ICANN alle Nazioni Unite o ad una delle sue agenzie, è una discussione molto interessante, ma che secondo me, in questo particolare momento, è poco più di un "red herring". Ciao, Andrea