Un amico esperto di rischio dei mercati azionari usa dire che quando il responsabile di un fondo consiglia fra le righe di vendere, lo fa perché vuole comprare a meno. E quando loda una certa asset class è perché se ne vuole sbarazzare. Io scommetterei che l'imminente esplosione della bolla blockchain farà piuttosto male al comparto ITC... Qualcuno si porrà finalmente la domanda giusta, ma la risposta scatenerà il panico. Anche la AI ne subirà gli effetti, ma secondo me sarà in grado di attutire il colpo, perché dietro la fuffa e la disinformazione c'è comunque un grande potenziale (positivo o negativo, dipende da chi ha in mano i dati). Ma non saprei dire se sarà come nel 2000... dipenderà da quanti si sono improvvisati esperti e quanti invece producono software veramente utile per i propri clienti. Di buono c'è che nel 2000, dopo tanti fallimenti, diverse piccole aziende ebbero lo spazio per crescere. Potrebbe essere un buon momento per investire in ricerca e sviluppo su progetti di medio periodo, in modo da ritrovarsi con prodotti nuovi da immettere sul mercato a tracollo terminato. Intendo: è sempre un buon momento per investire in ricerca e sviluppo, ma oggi il rischio di aspettare qualcuno da copiare è molto maggiore che 5 anni fa, non credi? Giacomo Il Mar 10 Apr 2018 20:17 J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it> ha scritto:
http://www.idiavoli.com/il-tredicesimo-piano/potere-tecno-finanza-dati-faceb...
Il potere della tecno-finanza
A fine marzo, in occasione della sua visita negli Stati Uniti, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman (MbS) ha incontrato <http://businessweekme.com/2018/03/28/mbs-pushes-technology-deals-u-s-tour/>Bill Gates, Jeff Bezos e Satya Nadella. Sostenitore dell’indipendenza economica di Riad dal petrolio, l’esponente del regno arabo persegue obiettivi letteralmente visionari come attestato dal nome stesso del suo programma di sviluppo presentato nella primavera del 2016: “Vision 2030”. Tra i vari obiettivi di MbS c’è anche la costituzione di un fondo sovrano che ambisce a diventare il principale gruppo di investimenti privati del pianeta con la partecipazione di colossi stranieri tra cui il gigante nipponico Softbank.
Se grande è la confusione sotto il cielo di Mecca e di Medina, tutto può accadere: perfino che i dollari della principale petro-monarchia della Terra vengano orientati verso il settore strategico dell’high tech <http://businessweekme.com/2018/03/28/mbs-pushes-technology-deals-u-s-tour/>. Di questo, del ruolo delle grandi *corporations* tecnologiche, e di molto altro abbiamo parlato con Bruno Livraghi <http://www.idiavoli.com/tag/bruno-livraghi/>, *enfant prodige* della comunità finanziaria londinese e responsabile della sede britannica di M*** L***, prestigioso fondo speculativo statunitense. Cittadino italiano, Livraghi è approdato a London City a ventitré anni, dopo una laurea all’Università “Bocconi”. Corre il 1997, la fulminante stagione della New Economy è alle porte, e Bruno consuma il battesimo del fuoco proprio in quello scorcio di fine secolo segnato dall’irresistibile ascesa e dalla fulminante caduta dei Signori del Nasdaq.
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