Fin che la copia privata sarà un'eccezione del diritto altrui e non un diritto soggettivo di chi legittimamente possiede una copia dell'opera nn c'è discussione.
Quanto al download, ed anzi alla messa in condivisione, io ne riconoscerei il diritto a chiunque a condizione che l'opera è stata posta in commercio e non vi sia disponibilità in rete di fruizione legale. Vedi che ci si darebbe una mossa a offrire validi servizi legali per spazzare la pirateria (quella vera).
C.
Il giorno sabato 3 marzo 2012, giuseppe mazziotti <giuseppe.mazziotti@gmail.com> ha scritto:
> JC, apprezzo la tua voglia di scherzare:)
> Ma anche per questo dobbiamo prendercela coi tedeschi che hanno inventato il meccanismo della copia privata negli anni 60, e da lì quasi tutti i Paesi europei e l'Unione Europea stessa hanno seguito l'esempio.
> Molti Paesi UE si stanno muovendo nel senso di proporre alla Commissione una riapertura della direttiva del 2001 e un'eccezione di copia privata senza alcun compenso, per la felicità del settore ICT e per la disperazione non tanto delle majors (te lo posso assicurare) quando degli autori e degli interpreti esecutori, che sono le categorie che beneficiano di più dell'odioso equo compenso, loro riservato in una quota parte dalla legge (con ciò non intendo difendere il modo di distribuzione delle risorse raccolte: quello è un altro problema).
> Non potrebbe essere questo della copia privata un bell'esempio di "creatività remunerata - conoscenza liberata"?
> Sono curioso di vedere se, in questo processo di riforme, qualcuno verrà fuori con l'estensione del concetto di copia privata al download da file-sharing. Questa però sarebbe una roba seria, credo.
> Un caro saluto anche a te (e un piacevole ritorno in Italia),
> Giuseppe
>
> Il giorno 03 marzo 2012 19:03, J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it> ha scritto:
>
> Secondo me, Giuseppe, si potrebbe fare un maggiore sforzo di immaginazione.
>
> Per esempio: qualcuno ha già preso in considerazione l'ipotesi di chiedere
> di aumentare gli importi di "equo compenso" in ragione non solo della banale
> capacità di immagazzinamento ("that's so dial-up!" come dicono i ragazzini cool
> americani) ma anche dell'aumento delle velocità di calcolo dei microprocessori?
> E' ben noto, infatti, che l'aumento di velocità implica una maggiore velocità di
> ripping di CD e DVD, e anche una maggiore velocità di ri-codifica dei file risultanti.
> Per non parlare delle CPU multi-core, che, perversamente, permettono di
> parallelizzare le operazioni illecite di cui sopra! (moltiplichiamo per N?)
>
> Analogo discorso per il progressivo aumento della velocità dei lettori ottici
> che consentono di "rippare" (e poi, orrore, anche "bruciare") un supporto
> ottico a velocità sempre crescenti, quindi in tempi sempre più contenuti,
> aumentando quindi il numero medio di operazioni illecite nell'unità di tempo.
>
> Mi sembra poi che ci siano ampie apportunità anche lato tecniche di
> trasmissione: all'aumento progressivo delle velocità di upload e download,
> soprattutto in ambito wireless, non dovrebbe corrispondere un aumento proporzionale
> della remunerazione ai detentori dei diritti? C'è, infatti, mi sembra, una chiara
> correlazione: più alta la velocità di trasmissione, più usi illeciti che hanno tutto il
> diritto di venir compensati.
>
> Insomma, solo qualche idea sparsa, che pero' mi sembra abbiano l'innegabile
> pregio, se attuate, di legare ancora più saldamente gli "equi compensi"
> alla legge di Moore, che, come si sa, è una legge esponenziale.
> Yummy.
>
> Un caro saluto,
> con tutta la simpatia che sai,
>
> juan carlos
>
>
> On 03/03/12 16:54, giuseppe mazziotti wrote:
>
> Ma il valore dei prodotti hardware e dei supporti registrabili è aumentato a dismisura nell'ultimo decennio anche a causa della perdita di controllo dei titolari sui propri filamenti :) il valore d'uso di questi beni è aumentato e la disciplina europea tiene conto di questo e genera inevitabilmente un meccanismo di estensione del compenso.
> I DRM è dal 2008 che ormai, almeno sulla musica, non sono quasi più utilizzati...
> Ciò che è davvero in discussione a livello europeo in questo momento è l'inclusione, nel meccanismo di calcolo dei compenso, delle copie realizzate da fonti illegittime (cioè non autorizzate, come il file-sharing), che al momento è esclusa.
> Ciò porterebbe alla legalizzazione dei downloads, che è un tema molto caro a diversi opinionisti di questa lista. E in quel caso i compensi aumenterebbero, temo..
> Un caro saluto a tutti, in particolare a Carlo (con cui prima o poi ci si dovrà vedere a cena per chiacchierare)
> Giuseppe
>
> Il giorno 03 marzo 2012 16:45, Carlo Blengino <blengino@penalistiassociati.it> ha scritto:
>
> Si. Non si scappa. DRM o non DRM, supporto o non supporto, i titolari debbono incassare, basta che ci sia un pò di memoria disponibile per buttar dentro qualche filamento d'opera protetta...
> Non è che da un TAR ci si potesse aspettare qualche cosa di diverso...
>
> Inviato da iPad2
>
> Il giorno 03/mar/2012, alle ore 15:54, Luca De Biase <luca@debiase.com> ha scritto:
>
> In pratica dice che le norme attuali sono concepite correttamente da tutti i punti di vista
>
>
> --
> Giuseppe Mazziotti
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