Buongiorno, Guido Vetere <vetere.guido@gmail.com> writes:
Già. In realtà il 100% degli utenti di Microsoft Office è convinto che i documenti siano standard, quando non lo sono affatto (sarebbero standard se il formato utilizzato fosse OOXML Strict e non OOXML Transitional
non per essere pignolo ma il thread dei messaggi è un po' incasinato: quanto sopra lo ha scritto Italo Vignoli qui: https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2021-May/021434.html
Molto interessante, cosa si conosce invece del supporto di MS rispetto ai formati ODF? Si potrebbe ipotizzare un _obbligo_ per le PA di scambiare e conservare dati _solo_ in formati realmente standard e interoperabili, indipendentemente dal software usato?
Mi pare che una volta fosse così ma è da tanto che mi sono stancato di seguire le pirolette del CAD e mi pare di aver capito che il "repertorio dei formati aperti" previsto nel comma 4 Art. 68 è stato cassato nel 2016: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Sono novità che rischiano di passare inosservate, nel mare magnum del testo. La prima risulta dalle modifiche apportate dall’art. 68, che regola l’analisi comparativa delle soluzioni in caso di acquisti di software. Nel testo recentemente pubblicato sul sito del Governo, risultano eliminati alcuni commi: il 2, il 2-bis e il 4. Con questi, se ne vanno interoperabilità e cooperazione applicativa, che non sono riprese in altre parti del CAD, e il repertorio dei formati aperti previsto al comma 4. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- (https://www.forumpa.it/pa-digitale/riforma-pa-passo-indietro-su-software-lib...) Vorrei sommessamente far notare come deve essere frustrante per coloro che si sono impegnati con strenue battaglie politiche prima veder finalmente riconisciuti dei principi minimi di civiltà informatica e poi assistere a continue piccole ma sostanziali modifiche che sostanzialmente rinnegano quei prinicpi.
Dico questo perché temo, anche da quello che leggo qui, che la logica dell'art. 68 del CAD possa rivelarsi inefficace.
Da quello che leggo qui temo che - senza una onesta e reale volontà politica - l'intero CAD possa rivelarsi inefficace... a meno che intervenga la magistratura con sentenze che richiamino il CAD ma questo ancora non è mai avvenuto (sbaglio?). Una legge inapplicata, insomma. [...]
La difficoltà di questa impostazione consiste a mio avviso nel fatto che sarà sempre possibile, per i grandi proprietari, mettere in crisi la premessa, cioè sviluppare continuamente funzionalità accattivanti,
Nel caso dei formati, se gli standard fossero davvero seri (*), questa cosa non potrebbe succedere perché "le funzionalità dei formati" dovrebbero essere - appunto - standardizzate e _quindi_ consentire implementazioni interoperabili, sia proprietarie che libere. (*) tipo: non è serio consentire di chiamare OOXML due cose /differenti/: strict, che è standard, e transitional che NON è standard. Discorso analogo per i PDF e se andassimo ad analizzare altri formati ne verrebbero fuori ancora di esempi. Ora, Italo (e più modestamente io) sta cercando con prudenza e tatto di farci capire che ci sono abbastanza elementi per farci concludere che il problema degli standard sta NEL PROCESSO di standardizzazione E che trovare soluzioni per RIPARARE il processo di standardizzazione non è per nulla semplice; mi viene in mente anche la recente incursione "militare" dei soliti noti per far includere i plugin per i DRM (software proprietario) negli standard HTML5. Alcuni, tra cui io, ritengono che sia più efficace - almeno per la pubblica amministrazione - insistere sull'utilizzo del software libero perché /automaticamente/ pubblicare il codice sorgente e permettere il riutilizzo/modifica significa pubblicare il formato dei contenuti e consentire implementazioni alternative interoperabili che /garantiscono/ l'accesso (e il riutilizzo) alle informazioni da parte dei cittadini: si chiama diritto alla partecipazione democratica (anche attraverso l'informatica). ...come ha fatto la ministra taiwanese Audrey Tang :-D [...]
Ma cosa impedisce allora, in linea di principio, l'introduzione di un obbligo verso l'uso, per i dati pubblici, di formati garantiti da veri organismi di standardizzazione indipendenti?
In linea di principio non c'è nulla che impedisce di introdurre l'obbligo, posto che sia davvero possibile trovare veri organismi di standardizzazione indipendenti :-O [...] Saluti, Giovanni. -- Giovanni Biscuolo Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché.