Scusate il rinnovato fastidio.
Gli informatici (e ritengo non solo
loro) hanno provato con l'AGI (Artificial General Intelligence, per i profani
come me), per ora senza successo.
Poi Cristianini scrive "La scorciatoia"
(io sono venuto a saperlo così), e con la "statistica" ecco che abbiamo una
forma di AI, ...che funziona.
Lungi dal criticare il lavoro fatto,
io mi risento per l'etichetta (da titolista se è stato un giornalista, da
vaporware se è stato un informatico). Spoilerando la fine di questo
messaggio, a me gli LLM sembrano dei bravissimi "confezionatori", e mio figlio
che studia ingegneria li usa come "motori di ricerca più furbi".
A parte che non ho capito come si
"ingannano", il che mi preoccupa (come tecnico), e che tutta la fanfara sulla
pericolosità dell'AI mi lascia freddino...:
- Chi ti vuole fregare, ti frega
comunque, specie se ha potere (che usi l'AI, una bomba atomica, o ti freghi sul
prezzo delle zucchine);
- L'AI di certo diventa migliore
dell'umano se le dai un task preciso e la doti di una sufficiente potenza di
calcolo con dietro un enorme repository di dati, utilizzato on line o "per
allenamento";
- Altro, di realmente serio, proprio non
vedo;
...la mia contestazione è proprio
sull'etichetta: non ce la togliamo più, neanche se capissimo che è
sbagliata (è un po' una versione riveduta della battuta "mentre la
verità ancora si sta allacciando le scarpe, la bugia ha già fatto il giro del
mondo").
Anche se -- discutendone in modo
esaustivo e approfondito -- arrivassimo a convenire che "AI" (come termine per
indicare gli LLM) è stata una scelta idiota, ...non potremmo fare nulla per
cambiare le cose.
Da pensionato (ipoteticamente "saggio"),
quindi, non mi metto a spiegare perché secondo me le cose stanno come lo spoiler
sopra, ma vi invito a riflettere sulla considerazione che "far marketing" possa
diventare cognitivamente pericoloso, ...perché non invertibile. Ovvero
(ipoteticamente, ...ma forse neanche) riempiamo il pianeta di discussioni
immani, su immani cazzate, e abbiamo inventato l'ennesima arma di distrAzione di
massa, come se ce ne fosse bisogno.
Capisco che chi abbia speso tonnellate
di denaro per far girare in modo sensato un confezionatore, se non gli fa del
marketing aggressivo ha investito male i suoi soldi, ma a furia di titolisti e
di vaporware finiamo con il rincoglionire la gente più e peggio della scuola
(che ci racconta la bravura dei Mille), del giornalismo (che, a parte altre cose
ben peggiori, evita accuratamente di dare del coglione al Questore di Trieste --
o chi per lui -- che, in piena pandemia, ordina di usare gli idranti contro i
dimostranti), della propaganda politica (serve esempio?), della pubblicità
dilagante, ecc.
Perché non siamo neanche nel capitolo
pubblicità, direi: un'AI è DIVERSA da un pannolino; riguarda la cognizione
umana, ci fa immaginare il futuro, ci illude o inganna (non la macchina, come
dice Giacomo Tesio, o chi la utilizza, come la vedo io, ma proprio di come se ne
parla, ..."a vanvera" direbbero i lati B delle signore veneziane d'un
tempo).
Sbaglio?
Dove?