bravo Arturo, l'illustrazione di pratiche, anche economicamente sostenibili, coctituisce la migliore argomentazione per i CC ciao Fiorello ________________________________ Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di a.dicorinto@uniroma1.it Inviato: giovedì 7 aprile 2011 11.46 A: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: [nexa] Repubblica: Se la musica è indipendente le netlabel vivono senza Siae Se la musica è indipendente le netlabel vivono senza Siae Se la musica è indipendente le netlabel vivono senza Siae Se la musica è indipendente le netlabel vivono senza Siae Se l A proposito di cose internettare e nexa-centered vi segnalo questo pezzo su Repubblica come invito a partecipare all'evento che terremo al Festival di Giornalismo di >Perugia http://www.festivaldelgiornalismo.com/post/16497 Ciao a presto Art COPYLEFT Se la musica è indipendente le netlabel vivono senza Siae Si autoproducono, sono slegate dai vincoli che regolano il mercato delle major e delle indies, distribuiscono le opere degli artisti sul web con Creative Commons o con chiavette usb. Viaggio nell'universo della musica online che vive e si sviluppa grazie ai circuiti alternativi di ARTURO DI CORINTO L'AVEVANO detto in molti, l'ha confermato la Corte dei Conti degli Stati Uniti: "Le stime sui danni della pirateria sono false". Nuovi studi hanno dimostrato che gli artisti fanno soldi col file sharing e nel mondo si moltiplicano le iniziative di open music libraries. In Brasile, in seguito alla consultazione pubblica per la riforma della legge sul copyright si è fatta la proposta di rendere legale il filesharing non commerciale pagando un canone fisso come incentivo alla banda larga. E in Italia si prova a fare a meno degli intermediari tradizionali per produrre musica indipendente da scaricare e ascoltare online senza pagare. Continua qui: http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/04/06/news/pirateria_musicale_stime... ********************** "The Net interprets censorship as damage and routes around it." - John Gilmore