Caro Giovanni grazie per i complimenti della tua precedente mail. Su questa condivido le ulteriori precisazioni alla lista di questioni importanti relative all'informatica che tutti i cittadini dovrebbero essere in grado di comprendere ma per il resto, perdonami, non riesco a capire se c'è qualcosa su cui posso fornire un approfondimento. Ciao, Enrico Il 28/04/2021 12:52, Giovanni Biscuolo ha scritto:
Buongiorno,
Enrico Nardelli <nardelli@mat.uniroma2.it> writes:
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Io penso che se, prima di tutto nella scuola, sviluppiamo una buona sensibilità all'informatica come "linguaggio per la descrizione di processi che automaticamente e meccanicamente eseguono trasformazione di rappresentazioni"
solo per capire la semantica di questa fantastica definizione, comprese le sue innumerevoli conseguenze, servirebbe... più informatica. Ops, siamo in un cul de sacc :-D
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CHI ha scelto COSA rappresentare e COSA NO? COSA viene modellato da tali rappresentazioni? COSA viene trascurato? CHI ha scelto COME trasformare?
Mi permetto di aggiungere: chi MISURA cosa rappresentare? Come sono gestiti gli STRUMENTI di misura (metrologia)? Sono tenuti in considerazione nel processo RISOLUZIONE e ERRORE di misura? Come viene gestita (e tracciata) la CATENA delle misurazioni/dati/testi (provenance)? Come garantire che la CATENA di trasformazione sia RIPRODUCIBILE? Come INTERPRETARE i dati ottenuti dalle trasformazioni (correlazione vs. causalità)?
...lista probabilmente non esaustiva.
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E all'università, non ritengo che bisogna preparare "programmatori", ma informatici. E non è solo "pedanteria accademica" :-)
Ma certo che no: c'è DAVVERO qualcuno che lo pensa?!? :-O
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saper programmare benissimo, ma non aver capito il ruolo dei sistemi informatici all'interno del lavoro di organizzazioni di varia complessità produce, in genere, disastri.
Oh sì, è per questo che ai periti tecnici in informatica insegnano (insegnano ancora?) ad essere "ANALISTI programmatori", mica "programmatori":
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
un analista si preoccupa di analizzare il dominio applicativo e le specifiche dei requisiti per poi produrre i documenti di analisi, utilizzati nelle fasi successive di progettazione e sviluppo del software.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8--- (https://it.wikipedia.org/wiki/Analista_programmatore)
... e si insegna loro che il ciclo di vita del software inizia con l'analisi, mica col buttarsi a pesce a scrivere codice.
Mi permetto, modestamente, di aggiungere alla categoria anche una figura professionale alquanto negletta: l'analista di SISTEMA. (https://en.wikipedia.org/wiki/Systems_analyst); uno sporco lavoro che qualcuno si dovrebbe pur occupare di svolgere in un /sistema/ IT, no?
Però, però.... PERÓ tutto questo ha un /costo/ e /qualcuno/ ha deciso, tanto tempo fa, che sono costi inutili, che vanno scaricati in OUTSOURCING, con lavoro gestito da imprese che sanno come si compete sul mercato per abbattere i costi (e massimizzare i profitti, ma questo è un effetto collaterale)... voilà, benvenuti nel 2021!
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Moltissime micro e piccole imprese italiane non hanno necessità di un laureato per le loro esigenze informatiche, gli basterebbe un diplomato, anche qui che sia preparato come un "informatico" in grado di definire un progetto in relazione alle esigenze dell'utente e non semplicemente come un "programmatore" che genera codice.
Concordo in pieno la diagnosi (l'analisi) con l'unica differenza (pignoleria?) che la definizione corretta del paziente in cura è "analista sistemista"; tuttavia la prognosi è riservata: il paziente "geometra dell'informatica" inserito nel contesto di cui sopra è in stato vegetativo, non diamo inutili speranze a chi lo conosce. :-(
Per avere idea dello stato dei lavoratori nel settore IT (NON dei "geometri dell'informatica" che non esistono) è utile seguire «Tech Workers Coalition Italia» di tanto in tanto: https://twc-italia.org/ [1]; se stanno messi così loro che lavorano per le multinazionali o comunque grandi aziende, immaginatevi gli altri.
D'altro canto, fare business nel campo del software (magari software libero) nelle attuali condizioni di mercato è una attività DI NICCHIA, un pertugio oserei dire.
Vedremo se le misure contenute nel PNRR miglioreranno le condizioni del mercato e quelle dei lavoratori IT, magari facendo pure uscire i "geometri dell'informatica" dal coma... io NON ci conto.
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Saluti, Giovanni.
[1] e le consorelle internazionali, mica si tratta di un problema prettamente italiano.
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