aggiungo: un approccio sistemico aiuta a capire in che senso i technological devices usati per comunicare abbiano un valore attanziale, in che senso cioè siano dotati di una certa qual agency Il giorno gio 18 mar 2021 alle ore 09:17 Giovanni Leghissa < giovanni.leghissa@unito.it> ha scritto:
suggerimenti sulle discipline da convocare sulla scena: J. March e H. Simon (teorie delle organizzazioni) N. Luhmann (teoria dei sistemi) ma è un lavoro ancora da fare, mi sa - chi ha letteratura recente, la segnali...
Il giorno gio 18 mar 2021 alle ore 09:06 Giovanni Biscuolo < giovanni@biscuolo.net> ha scritto:
Buongiorno Giovanni,
Giovanni Leghissa <giovanni.leghissa@unito.it> writes:
Una nota a margine. Stabilire come si forma, si mantiene o si modifica uno shared mental model non è semplice
Giustissimo, anche perché chiunque lo analizzi vi è immerso in pieno e occorre una capacità critica notevole; IMHO l'analisi non può che essere filosofica e in questo trovo interessante (anche) il modello relazionale tra struttura e sovrastruttura proposta da Marx, ma qui è OT parlare di materialismo storico.
[...]
I codici che permettono di stabilire le agende (di cosa si parla e di cosa no, chi parla e chi no) sono implementati in modi specifici dai media che si usano.
Concordo: nello specifico, nell'online, l'architettura di Internet (con tutti i suoi protocolli e formati) e i nostri nodi periferici (col loro hardware e software) sono la struttura... e analizzando il suo complesso funzionamento si riesce a capire come e perché funziona così (male).
Restano due domande interessantissime:
1. le dinamiche online (filtri, bolle, ecc.), diacronicamente parlando, sono sostanzialmente diverse da quelle offline? [1] [2]
2. con la progressiva diffusione dell'online soprattutto in questi ultimi 25 anni che cosa succede alle "bolle" in cui vivono le persone? [2]
Stando a quanto proposto nel primo messaggio di questo thread *pare* che i filtri e le bolle stiano diminuendo invece che aumentando, ma la cosa è ancora controversa anche perché IMHO molto dipende da quanto "lontano" la si osserva.
non conosco studi specifici sull’incidenza che ha il fatto di trovarsi in rete in relazione alla formazione di un legame, ma volevo solo far notare che solo un approccio pluridisciplinare può far luce su ciò.
Concordo in pieno, un approccio filosofico.
Grazie mille per i contributi!
Ciao, Giovanni
[...]
[1] id:46D5DF1D-5E44-48A2-9764-AC980EDA0CB0@polito.it
[2] id:53048585-03fd-e872-758b-8ca5baaf676e@polito.it
-- Giovanni Biscuolo