On Thu, 16 Sep 2021 12:36:34 +0200 380° wrote:
Io la butto lì: e se /per caso/ fosse solo una relazione di correlazione e NON di causalità?!?
Mi chiedo come abbiano fatto in Facebook a non pensarci, Giovanni! Ti faccio notare che gli studi di cui stiamo parlando sono stati fatti internamente, accedendo non solo alle dichiarazioni dei ragazzi ma ai dati raccolti sugli stessi. Gli stessi dati alla base del business miliardario che vende la manipolazione di quei ragazzi. Insomma, FORSE, se si fosse trattato solo di correlazione i PR avrebbero diffuso gli studi spiegando sapientemente che il problema sta altrove e Instagram potrebbe aiutare ad individuarlo precocemente e risolverlo. No scusa Giovanni... togliamo il "forse". Lo avrebbero fatto senza dubbio alcuno.
Non vorrei che qualche genitore si illudesse di proteggere le proprie figlie dai disturbi alimentari o dalla depressione vietando loro di usare Instagram
Beh, al 32% delle ragazze, secondo gli studi INTERNI di FACEBOOK, NON usare Instagram farebbe comunque bene. Basta a proteggerle? Certamente no. I disturbi alimentari precedono di decenni l'avvento di Internet. Ma consegnare le fragilità adolescenziali di ragazzi e ragazze a Facebook, che le triturerà ed utilizzerà per manipolarli per decenni, non è certamente meglio. Su quelle fragilità, Facebook produce profitti. E fonda il proprio potere. Pur condividendo la tua preoccupazione per la tendenza alla medicalizzazione di tutte le peculiarità individuali e per la straordinaria pressione omologatrice che questa tendenza produce... non credo, in tutta franchezza, che centri NULLA con lo sfruttamento economico delle fragilità adolescenziali da parte di Facebook. Giacomo