I miei 5 cents...
 
Tre punti di partenza:
1. Ci sono lezioni più o meno frontali e workshop più o meno coinvolgenti.
2. Come dice il primo articolo citato in questo thread (da Damiano Verzulli), lo smartphone serve per "rimanere in contatto" quando è necessario (es. moglie in attesa vicino alla data del parto).
3. Come detto altrove, ma lo sanno tutti, col cellulare si fanno mille cose, da conti a foto, ad accesso al web, e ti diventa indispensabile nella vita comune (come a suo tempo il telefono: prima non c'era e poi non si poteva più vivere senza).
 
Ciò premesso:
A.
Io non vedo neanche da lontano la necessità di competere con il cellulare (lezione come "teatro") per l'attenzione di chi partecipa:
- Se sono ragazzini, a lezione il cellulare si usa per fare i conti, se così dovesse servire, oppure si spegne, oppure in separata sessione si fa lezione "digitale" ...con il rischio che siano i ragazzini a insegnare all'insegnante;
- Se sono adulti, sta alla maturità di chi partecipa avvertire di qualche motivo per tenere il cellulare acceso, e lo si mette in tasca in modalità silenzioso+vibrazione.
B.
Mi interessa di più il punto 1:
- Le chance che in una lezione frontale i discenti si distraggano c'è sempre e comunque, ...e appunto c'erano anche prima di -- e senza -- i cellulari;
- In un workshop, invece, l'attenzione è di fatto garantita, visto che la gente partecipa (o almeno si spera che sia stato organizzato e gestito in tal senso);
- Quindi la domanda è: di che tema stiamo (davvero) parlando?
 
Se potessimo (ri)partire da questo -- focalizzare il tema -- il thread potrebbe procedere fruttuosamente, ...invece di vivacchiare e poi defungere per eccesso di divagazione.
Vedo interesse, quindi eviterei la seconda ipotesi. Ma temo sia necessario rispondere.
 
A presto,
A
 
 
----- Original Message -----
From: Michele Pinassi via nexa
To: Nexa
Sent: Wednesday, August 27, 2025 11:03 AM
Subject: Re: [nexa] Sull'impatto degli smartphone nelle attivita' scolastiche

La questione, a questo punto, diventa anche un'altra: abbiamo un corpo docente che, partendo dalle Elementari, ha la consapevolezza e le capacità necessarie a insegnare tali strumenti? Onestamente, per la mia piccola esperienza di padre di un bambino che frequenta le elementari, direi onestamente di no. 

Allargando la prospettiva, vedo una Scuola che, al netto di poche virtuose esperienze, è totalmente e inconsapevolmente vittima dei GAFAM e delle loro politiche commerciali tese a generare dipendenza negli utenti. Difficile farne una colpa, considerando le politiche messe in atto anche a livello Ministeriale. Ma tant'è, che come sappiamo non bastano LIM nelle aule per rendere consapevoli e capaci gli studenti. 

A questo però fa anche eco una società genitoriale perlopiù incosapevole di queste problematiche, che piazza il figlio per ore su Youtube a rincoglionirsi "che tanto si rilassa".

Più ci rifletto e più mi pare che il problema sia molto ampio. Certo che da qualche parte è necessario iniziare, e la Scuola dovrebbe a mio parere essere il punto di partenza. 

MP

-- sent from my iFone

Il Mer 27 Ago 2025, 10:53 maurizio lana <maurizio.lana@uniupo.it> ha scritto:
concordo.
il processo di alfabetizzazione oggi non si chiude con il primo anno di scuola primaria dove si impara a tracciare le lettere e i numeri. ma continua senza fine, nell'acquisizione della capacità di operare con le lettere e i numeri e nella comprensione di cosa ciò significhi. dentro questo operare e comprendere entra l'uso dello smartphone.  
oggi il suo uso è diventato indispensabile e dunque occorre proprio nella scuola in tutti suoi gradi, che è il luogo dell'alfabetizzazione estesa, che si impari a operare bene con lo smartphone. mica che tutto debba passare di lì, certo, ma quando serve alla didattica si usa: come ha scritto Stefano "Un esercizio d'intenzionalità potrebbe essere metterli tutti in un punto e - invece di dire agli allievi di non usarli - dir loro di alzarsi per andarli ad usare, ma solo se è davvero necessario."
se lo si bandisce tout court si rinuncia ad una parte rilevante di alfabetizzazione
Maurizio 

Il 27/08/25 10:43, alessandro marzocchi ha scritto:
"" Smartphones are a part of most people’s lives, and increasingly so for children and young people."" Così Boettger et al, citati da Enrico
Date: Tue, 26 Aug 2025 15:23:08 +0200
From: Enrico Nardelli <nardelli@mat.uniroma2.it>
To: nexa@server-nexa.polito.it
Subject: Re: [nexa] Sull'impatto degli smartphone nelle attivita' scolastiche

L'abstract è ancora più netto: ""Smartphones have become an indispensable part of everyday life.""
Questo conferma la mia convinzione che "il digitale" è il nuovo alfabeto: va insegnato, più o meno cominciando dall'età in cui si insegna l'alfabeto tradizionale (
and increasingly so for children).
Questa convinzione non contrasta con quanto scritto da Maurizio e Giacomo, cioè è ben saper attrarre l'attenzione degli studenti, è bene non distrarli, ma il problema dello smartphone è insegnare ad usarlo ed evitare di esserne usati, vale per il digitale tutto intero.
Cordialmente.
Duccio (Alessandro Marzocchi)




un parfum de pierre venu des montagnes
nicolas bouvier, L'usage du monde

Maurizio Lana
Università del Piemonte Orientale
Dipartimento di Studi Umanistici
Piazza Roma 36 - 13100 Vercelli