On 6/17/25 19:42, samba via nexa wrote:
On 6/16/25 15:06, Antonio wrote:
Ogni volta che parlo della questione con gli amici [...] Ben detto. Convincente. Ma non è questo il punto. Il punto è che il punto per me è chiaro come il sole: non c'è consenso ci stanno forzando ad usarle
il problema è che non è possibile disabilitare queste funzioni e intanto ci istruiscono per accettare la pessima qualità di queste cose su cui hanno investito tanti soldi e questa cosa per me è parecchio problematica..
e voi cosa fate quando le tech fan cose senza il vostro consenso?
Io personalmente mi compro computer senza sistema operativo e ci metto su software libero. Chi lavora con Libreoffice se proprio vuole farsi usare dai SALAMI, deve installare un'estensione. Mi stupisce che l'autore accetti che il proprio spazio di lavoro sia determinato da altri e dissenta solo quando questa determinazione prende la forma di SALAMI. Non lo dico per "soluzionismo": l'autore dà per scontata l'eteronomia o minorità informatica senza trattarla come un problema, e come qualcosa di anche solo potenzialmente e parzialmente superabile, e il suo unico timore pare quello di passare per tecnologicamente arretrato perché trova i SALAMI invadenti e fastidiosi. Eppure è proprio l'eteronomia del software proprietario (e dei monopoli intellettuali in generale) che rende facile essere reclutati a propria insaputa, e non solo da spacciatori di SALAMI. Forse dovremmo fare un passo indietro. Se Michele Serra - a suo tempo - avesse parlato di Libreoffice saremmo in questa situazione?(*) Retrospettivamente, MCP (*)Ovviamente qui "Michele Serra" e "Libreoffice" sono solo segnaposti.