On Wed, Jan 26, 2011 18:42:02 PM +0100, Paolo Brini (paolo.brini@iridiumpg.com) wrote:
Il 26/01/2011 17:27, M. Fioretti ha scritto:
e allora? Beati voi. Te lo posso dire, in amicizia e senza che tu la prenda come un'offesa perché non lo è assolutamente, non devi certo vergognartene o smettere e non è una colpa, che tu e le persone di cui parli siete una limitata fascia di privilegiati che non fanno testo?
Preciso che siamo tutte persone con redditi sotto, anche decisamente sotto, la media nazionale, non ti lasciare contagiare dalla propaganda
No, non mi lascio contagiare, su questo ti rispondo in privato.
lo spettro di opere alle quali viene dedicata attenzione dal 98% dei due campioni passa da 20.000 (mercato "legale") a 1 milione (file sharing) (Philippe, che ci legge, mi correggerà se sto sbagliando i numeri, vado a memoria dalla presentazione di Barcellona), e questo ha un valore culturale ed economico dirompente.
Certo, ma sia questo che questo:
La stragrande maggioranza delle persone che conosco io nella vita reale QUANDO ha il computer e Internet scarica allegramente ma se li SOGNA i soldi per "minimo, proprio minimo, 4 concerti al mese".
Il che comunque ci porta alla questione, a mio avviso nobilissima, del diritto di accesso alla cultura, che deve essere garantito anche alle persone meno abbienti.
sono posizioni che condivido, ma non c'entrano nulla con la mia affermazione/dubbio che è il soggetto di questo thread: che per l'umanità in generale sia molto meglio, anche a livello economico, se più cultura possibile è accessibile a più persone possibile non lo nego di certo, e chi se ne frega se per questo le MULTINAZIONALI guadagnano molto meno di quanto LORO affermano che guadagnerebbero o potrebbero guadagnare. Ma sostenere (a partire da questo o no, mi pare irrilevante) la tesi che la MAGGIORANZA dei pirati sono "ottimi clienti" delle major stesse... no grazie, passo e finora non vedo motivi per cambiare idea. Tanto l'importante è questo, su cui concordo:
Bene, io penso che la peculiarità e la differenziazione delle tesi e delle linee di pensiero degli oppositori del copyright attuale sia un fatto molto positivo. E anche interessante da un punto di vista logico, arrivare alle stesse conclusioni con argomentazioni diverse.
Marco F.