Il 28/01/2011 16:40, fabio chiusi ha scritto:
Sarò di certo ingenuo io, ma mi chiedo: come è possibile che una simile decisione sia presa cavandosela con la promessa di «chiarire la situazione a tempo debito»?
Le legge consente al governo di ordinare a qualsiasi fornitore di accesso telefonico, mobile o fisso, l'immediata sospensione del servizio senza mandato di un magistrato e senza possibilità di opposizione/ricorso (leggi di emergenza del 1967, credo, tuttora in vigore). L'unico ISP autorizzato a rimanere up è noor perché usato da banche e operatori di borsa. A Vodafone è stato intimato di sospendere tutto il servizio mobile, voce compresa, non solo dati e SMS. Il governo egiziano se la può cavare dicendo qualsiasi cosa, i cables di Wikileaks ridiffusi stamattina mostrano come l'Egitto sia stato governato da un regime brutale e di terrore basato sulla tortura e l'intimidazione negli ultimi decenni: non vorrei essere nei panni dei tecnici e dei dirigenti di un ISP che non dovesse ottemperare alle richieste di quel governo. Attualmente le notizie arrivano via satellite (ma in certe zone ci sono apparati di jamming), via connessioni Internet dial-up con bridge BBS->Internet approntati in fretta e furia (ma ora in diverse zone le telefonate da rete fissa sono state bloccate) e con altri mezzi.
Siamo proprio sicuri che continuare a propagandare il mito della «rivoluzione social», come sta facendo Repubblica (http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/01/27/news/social_network_e_rivolte..., titolo: «tecnologia abbatte censura») faccia il gioco della libertà di espressione e non di chi la vuole limitare?
Se lo ritrovi, ho scritto, in risposta ad un post di Bernardo Parrella, brevi note su questa mailing list che dovrebbero far riflettere su come la centralizzazione e i social media possono fare il gioco dei governi autoritari sotto certe condizioni. Nulla di rivelatorio, ma certe volte c'è bisogno di affermare anche verità banali. Ciao, Paolo