PS ho appena incontrato due nonne con nipotini di un paio d'anni i quali già strappano i cellulari dalle mani di genitori e nonni.
Questo è uno degli aspetti che più mi spaventano e
preoccupano. Da padre, nonché da persona che lavora nell'ICT,
spesso gli altri genitori si stupiscono della mia avversione
verso l'uso delle tecnologie da parte di mio figlio (che ha una
manciata di anni). Certo, guarda qualche cartone sul tablet,
dentro Youtube Kids e Netflix (meglio che sulla TV, dove
verrebbe bombardato di pubblicità) ed ha già imparato in
autonomia come passare da un video all'altro, oltre che
divertirsi con TuxKart.
Per il resto, cerco di tenerlo lontano ed ho anche un po' protestato, capitolando quasi subito davanti agli sguardi arcigni degli altri genitori, quando da scuola hanno attivato account su Microsoft Teams a nome dei nostri figli (!) per le attività didattiche.
C'è poi un altro aspetto, che va al di là della raccolta indiscrimanata dei dati personali dei nostri figli da parte di GAFAM sin dalla loro giovanissima età: la percezione da parte della collettività. Non si può pensare che saper usare uno smartphone come utente sia "comprendere la tecnologia" o essere "digitalmente istruito": tutt'altro, l'idea che l'expertise dell'uso superficiale possa colmare le lacune tecnologiche del background è distorsiva della percezione generale sull'uso e sulle competenze ICT.
Non basta, per ricollegarsi al discorso di prima, che nelle aule delle scuole ci sia una bellissima e fiammante LIM se il docente si limita a proiettarci le slide o qualche video...
Credo, da buon pessimista quale sono, che ci
vorranno molti anni e probabilmente non ce la faremo mai. Non
perché tutti devono essere esperti, ovviamente, ma una corretta
percezione del tema dovrebbe essere comunque diffusa. Ed è
questo, probabilmente, che manca in modo ancora più urgente
delle competenze stesse.
Just my 2 cents, ovvio.
MP