Noi della parrocchia del software libero abbiamo inviato a Draghi e ad alcuni ministri una lettera in cui segnalavamo l'opportunità rappresentata dalla collaborazione e dall'informatica libera come strumenti per la transizione verso una società più equa e una economia del nostro Paese più forte. La lettura del PNRR dimostra che la nostra lettera non è stata presa in considerazione; ad esempio, la coppia di parole "software libero" non compare mai nel documento. Questo fatto è giustificabile ricordando l'enorme dimensione di lavoro piombata sul nuovo governo. Comumque, l'ideologia che traspare da quel documento non mi piace, anzi mi terrorizza. Ha osservato Giovanni Biscuolo che in quel documento la parola "cooperazione" compare 7 volte, la parola "concorrenza" 44 volte, la parola "competizione" 127 volte". Non si può affermare che "a farci uscire dalla crisi saranno concorrenze e mercato, contribuendo anche ad una maggiore giustizia sociale". A questo dogma del capitalismo, che non è mai stato vero, non può più credere nessuno nel nuovo scenario prodotto dal clamoroso progresso scientifico e tecnologico degli ultimi decenni. Non intendo scrivere un nuovo documento che nessuno leggerebbe, ma mi permetto di chiedere a tutti di collaborare perchè il PNRR non diventi una nuova clamorosa opportunità di business per i soliti noti di altri Paesi. Il nostro Paese può sviluppare da solo tutti i capitoli del progetto. Sarà sufficiente per noi verificare che i provvedimenti proposti nella fase attuativa del piano non violino gli articoli 68 e 69 del Codice dell'Amministrazione Digitale o le norme nazionali e comunitarie per la protezione dei dati personali.