Grazie!
A me pare che (a parte i rilievi noti) nel complesso resti una certa ambiguità nel rapporto tra obiettivo (vale a dire: contrasto alle violazioni sistematiche, talora ascritte ai «siti che fanno pirateria a livello industriale»), mezzi individuati per raggiungerlo (ovvero: provvedimenti di rimozione selettiva) e destinatari delle misure (vanno bene gli host provider, ma come si fa a pretendere il blocco selettivo da chi offre servizi di mere conduit senza pretendere il filtraggio? o mi sfugge qualcosa?). La rimozione selettiva sembrerebbe (per lo meno a me) ideale per contrastare le violazioni episodiche, visto che presuppone l'individuazione esatta ed individuale dei contenuti, per l'appunto, da rimuovere ex post. Difficile invece che funzioni efficacemente quando il sito controverso ospiti sistematicamente contenuti contraffatti. A meno di trasformare l'ordine di rimozione selettiva in qualcos'altro; e precisamente nell'ordine d'impedire future utilizzazioni illecite di un certo contenuto protetto. Cosa che però ci riporta ai noti discorsi sul divieto d'imporre obblighi di sorveglianza preventiva. 
A parte questo, sarebbe interessante capire che cosa abbia intenzione di fare il governo con le competenze AGCOM (v. la chiosa sibillina di Calabrò)... 
A presto. Un caro saluto.
Alessandro


Il giorno 21 marzo 2012 11:04, Masera Anna <Anna.MASERA@lastampa.it> ha scritto:
il testo dell’audizione sul diritto d’autore del Presidente Agcom, Corrado Calabrò, oggi davanti alle Commissioni VII e VIII del Senato.


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