Caro Giacomo, sono di Brescia, quindi sono piuttosto al corrente della situazione tamponi. L'applicazione riguarda non il momento presente, ma il momento futuro della gestione epidemica. Forse ho sbagliato nel non specificare che mi aspetto una iattura che dura ben più di un anno. Forse sempre. In diverse nazioni e regioni si è proceduto a tamponi a tappeto, l'uso della app permetterebbe di restringere ad un notevole platea di persone che hanno avuto contatti. La disponbilità di tamponi e tecniche è destinata ad aumentare, gli israeliani ad esempio hanno avuto la brillante idea di fare tamponi di gruppo da 32-64 persone, . I coreani coi tamponi di massa hanno avuto risultati ben diversi. Mi sembra evidente che l'utilizzo di una app alleggerisca enormemente il lavoro di rintracciamento dei contatti dichiarati, solo cercare i numeri telefonici richederebbe ore uomo, ma poi, scusa, se uno si dimentica un(molti) contatti che sono positivi asintomatici, com'è esattamente che circoscriveresti l'epidemia? . Più che altro, preso dalla emozione, credo, non hai forse avuto modo di capire che l'approccio di Singapore non implica nessun genere di sorveglianza di massa, ed è proprio per questo che va sostenuto contro gli approcci all'italiana che si stanno avvicinando. Keep calm and think twice d. Il lunedì 30 marzo 2020, 22:47:04 CEST, Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> ha scritto: On 30/03/2020, diego di caro via nexa <nexa@server-nexa.polito.it> wrote:
Aumentare l'efficienza del tracing equivale ad aumentare l'efficienza dei tamponi,
Salve Diego, ammesso che questa affermazione fosse vera, se si dispone di un centesimo (un millesimo?) dei tamponi necessari, l'aumento di efficienza nella identificazione dei contatti risulta totalmente irrilevante. Ad oggi (in Piemonte), NON si effettua un tampone ad un paziente con TUTTI i sintomi del coronavirus (inclusa polmonite, febbre e diarrea) se satura sopra i 90 ed il medico di famiglia non ha già escluso tutte le altre ipotesi diagnostiche. Io trovo piuttosto ridicolo discutere di sorveglianza di massa come soluzione, quando siamo così lontani dalla frontiera efficiente. Quando avremo qualche milione di test OLTRE quelli necessari a verificare periodicamente tutti i medici, gli infermieri, gli OS etc... quando saremo in grado di testare tutti i contatti DICHIARATI dai malati (spesso decine per ogni malato), allora potremmo ragionare se l'incremento di efficacia prodotto da questi strumenti ne giustifichi i rischi. E la risposta, a quel punto, sarà probabilmente "No", perché se testi ricorsivamente (e periodicamente) tutti i contatti dichiarati da ciascun paziente positivo al tampone, in 28 giorni circoscrivi precisamente l'epidemia (in particolare se si considera la ridotta mobilità attuale).
oramai è abbastanza chiaro a tutti che si tratta dell'unica soluzione per il controllo di un virus in gan parte asintomatico.
Non so con chi hai parlato tu, ma TUTTI i medici con cui ho parlato io (ospedalieri e non, seppure tutti in Piemonte), la ritengono invece (per usare il termine preponderante) una stronzata. Servono test rapidi. Servono mascherine FFP3. Servono dispositivi per la ventilazione assistita. Servono posti letto. Tutto il resto è fumo negli occhi. Giacomo