Buongiorno, un "elevator pitch" della situazione: 1. i PC dei magistrati montano un sistema operativo che è un colabrodo dal punto di vista della sicurezza informatica (backdoors nei PC dei masitrati?!?) 2. quei PC hanno installato un software (con diverse vulnerabilità registrate) di gestione remota centralizzata dal ministero e infine... 3. quei PC sono un disatro epocale dal punto di vista delle prestazioni (alcuni esempi: [1] [2] [3]) 4. quei PC sono oggetto di contratti _secretati_. Dunque, vediamo un po' alcune domande a caldo: 1. chi lavora per chi?!? 2. questo sarebbe lo stato dell'arte della "digitalizzazione" dei processi penali e civili?!? 3. ma li leggete almeno i titoli delle raccomandazioni/norme... anzi delle _menate_ che avete il coraggio di _predicare_ ai vostri cittadi... no: sudditi?!? Mi riferisco esattamente a tutto questo: https://www.acn.gov.it/portale/home 4. perché sono _io_ a provare vergogna e non voi? <https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/21/software-spia-tribunali-magistra...> «Report: un software consente di spiare i pc dei magistrati: "Chigi silenziò il problema"» --8<---------------cut here---------------start------------->8--- 21 Gennaio 2026 di Thomas Mackinson Una anticipazione della puntata in onda il 25 gennaio rivela i rischi di un software di gestione centralizzata installato dal 2019 su circa 40mila computer. Dal Ministero: "Nordio informato, aspettiamo di vedere l'inchiesta" [...] dal 2019 oltre *40mila computer* in dotazione a procure e tribunali italiani possono essere spiati grazie a un /software/ comunemente installato negli uffici. A sollevare formalmente il problema era stato la procura di *Torino* segnalandolo subito al *Ministero della Giustizia* ma – sempre secondo la ricostruzione di /Report/ – la questione venne rapidamente “archiviata” ai vertici del Ministero, dopo un intervento attribuito – nel racconto di un dirigente – alla *Presidenza del Consiglio*. Documenti, testimonianze audio e video raccolti dalla trasmissione dimostrano che su circa *40.000 postazioni dell'amministrazione giudiziaria* – dai dipendenti amministrativi fino a giudici e procuratori di ogni ordine e grado – è installato un software in grado, almeno potenzialmente, di consentire *forme di controllo e videosorveglianza remota* delle attività dei magistrati. Il programma si chiama *ECM/SCCM (Endpoint Configuration Manager, già System Center Configuration Manager)* ed è un prodotto di *Microsoft*, progettato per la gestione centralizzata dei dispositivi informatici: installazione di software, aggiornamenti, configurazioni da remoto. Uno strumento largamente utilizzato in contesti aziendali, scuole, grandi reti commerciali, perfino per la gestione di *totem e chioschi automatici*, ma del tutto inadeguato – secondo diversi esperti – per postazioni che trattano *atti giudiziari, segreti istruttori e fascicoli sensibili dello Stato*. Dal *2019*, secondo quanto emerge dall'inchiesta, il software è stato installato in modo capillare dai tecnici del Dipartimento per i servizi tecnologici del *Ministero della Giustizia* su tutti i dispositivi di procure, tribunali e uffici giudiziari italiani. Nelle configurazioni ufficiali il controllo remoto risulta disattivato, ma *qualsiasi* tecnico dotato di *privilegi di amministratore* può riattivarlo senza che l'utente – il magistrato – ne venga informato e *senza lasciare tracce facilmente verificabili* delle operazioni compiute. “Il caso è stato sollevato da una importante Procura italiana nel 2024 e messo a tacere dai dirigenti del Ministero su richiesta – secondo quanto raccontato da un dirigente ministeriale -, della *Presidenza del Consiglio*, fornendo rassicurazioni che però come dimostrerà Report con documenti e testimonianze esclusive non corrispondono a verità”, spiega *Sigfrido Ranucci* sulla sua pagina facebook. “I procuratori, i magistrati, i giudici non sanno che mentre pensano di essere da soli nelle loro stanze a lavorare su indagini e provvedimenti, c'è sempre un occhio puntato sui loro computer. Qualcuno può *osservare tutto*, in ogni momento della giornata, da quando accendono il pc a quando lo spengono”, racconta un *testimone chiave* dell'inchiesta. Un'accusa pesantissima, che apre interrogativi inquietanti sull'indipendenza della magistratura e sulla sicurezza delle infrastrutture digitali dello Stato. La linea del Ministero è quella di *attendere* la messa in onda del programma per vedere cosa verrà mostrato e solo successivamente decidere il da farsi. Per ora non c'è una risposta ufficiale, ma fonti interne sentite dal /Fatto/ ammettono che software che consentono di agire da remoto e con il potenziale per trasformasi in “trojan” esistono, ma sarebbero “completamente disattivati”. La trasmissione di Ranucci aveva chiesto spiegazioni ma via Arenula, dopo un consulto con il Gabinetto, ha deciso di non rispondere alle richieste anche perché avevano ad oggetto “ *contratti secretati”*. L'amministrazione ha acquistato e rinnovato *licenze Microsoft Enterprise Agreement*, che costituiscono la base legale delle installazioni dei software Microsoft sui suoi dispositivi. L'inchiesta completa va in onda *domenica su Rai3 alle 20.30*. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- «E con la testa, con il petto, con il cuore: ciao, ciao!» Saluti, 380° [1] 11 Aprile 2024, https://archive.is/CILqA#selection-5755.0-5755.110 «Windows 11 users are getting fed up with the performance of the OS – including an ex-Microsoft senior engineer» [2] fine 2025, https://archive.is/WKsRI#selection-4287.0-4287.173 «2025 has been a disaster for Windows 11 as frustrating bugs and intrusive features continue to erode trust in Microsoft’s flagship OS — something desperately needs to change» [3] 19 Gennaio 2026, https://archive.is/C1Krt#selection-737.0-737.72 «Windows 11 shutdown bug forces Microsoft into out-of-band damage control» -- 380° (lost in /traslation/) «Welcome to the chaos of the times If you go left and I go right Pray we make it out alive This is Karmageddon»