gia'.. Facebook ha riconosciuto pubblicamente di essere divenuta una piattaforma su cui si “combattono” delle “operazioni informative” da parte di governi che tentano di influenzare l’opinione pubblica. In un documento dal titolo “Information Operations and Facebook”1 di fine aprile 2017, propone una tassonomia di false informazioni: operazioni informative: azioni di manipolazione dell’opinione pubblica realizzate da governi o attori non statali al fine di distorcere il sentiment politico per fini geopolitici notizie false: notizie che pretendono di essere fondate ma sono tese ad accentuare passioni, attrarre utenti o fuorviare false amplificazioni: attività coordinata da parte di account non autenticamente riferibili a singoli individui con l’intento di manipolare la discussione politica ad esempio partecipando a discussioni per amplificare voci sensazionalistiche rispetto ad altr informazioni disinformazione: informazioni e contenuti falsi che vengono diffusi intenzionalmente, ad esempio notizie, ma anche segnalazioni false di inaccuratezze od errori di notizie realmente sane Nell’ambito di questi sforzi ha pubblicato una guida per gli utenti per aiutarli a distinguere le fake news2, un decalogo in cui viene spiegata la motivazione per ciascuna di queste raccomandazioni: 1. Non ti fidare dei titoli 2. Guarda bene l'URL 3. Fai ricerche sulla fonte per asseverarne la reputazione 4. Errori di formattazione sono caratteristici di siti a bassa qualità 5. Attenzione alle foto che spesso contengono immagini e video ritoccati 6. Controlla le date 7. Verifica le testimonianze 8. Controlla altre fonti 9. Attenzione alle parodie 10. Condividile solo se non hai dubbi sulla veridicità. Un’altra iniziativa assuntada Facebook riguarda gli articoli con titoli esca, appositamente realizzati per attirare click e quindi visualizzazioni di pagine pubblicitarie, una pratica chiamata clickbaiting comune a molti siti che diffondono fake news.Facebook ha annunciato3 cambiamenti ai propri algortmi di selezione e presentazione delle notizie nei feed degli utenti per penalizzare questo tipo di contenuti. Facebook riconosce che la perdita di credibilità dei contenuti diffusi nella piattaforma determinano un rischio reputazionale che può riverberarsi sul business. Tutti gli sforzi che Facebook sta realizzando sono da inquadrarsi in una strategia complessiva di contrasto a questo genere di attività, per restituire confidenza nell’uso del mezzo Facebook. On 06/06/2017 16:05, Marco Ciurcina wrote:
Forse c'entra quello che dice la Commissione UE? http://ec.europa.eu/justice/data-protection/files/data-protection-big-data_f... "a plethora of market surveys and studies show that the success of providers to develop new services and products using big data is linked to their capacity to build and maintain consumer trust". m.c.
In data martedì 6 giugno 2017 15:10:47 CEST, Marco Ciurcina ha scritto:
Sarebbe interessante indagare le ragioni che mettono in relazione la pubblicazione di queste informazioni alla produzione di profitto (lo scopo istituzionale di Facebook). m.c.
In data martedì 6 giugno 2017 14:37:33 CEST, J.C. DE MARTIN ha scritto:
PDF, 13 pagine (via https://www.schneier.com/blog/archives/2017/05/facebooks_obser.html):
https://fbnewsroomus.files.wordpress.com/2017/04/facebook-and-information-> > op erations-v1.pdf
juan carlos _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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