Caro Arturo pur essendo dalla tua parte (ed in disaccordo con Giacomo) per quanto riguarda la Psicologia ritengo però che in alcuni punti della tua risposta assumi un atteggiamento che non faccia bene al dibattito. In particolare trovo fuori luogo l'argomento "ad hominem" che Giacomo voglia imporre il suo punto di vista. Il suo insistere sulle differenze tra intelligenza umana/animale/artificiale a me appare coerente col dibattito aperto negli anni più recenti da molti studiosi, che hanno osservato che per parlare appropriatamente di intelligenza (nel senso che noi genere umano diamo a questo termine) non si può prescindere dagli organi di senso e dal "substrato" in cui questa intelligenza è inserita: il più famoso di questi forse è Thomas Nagel. Argomentare che siccome Giacomo è un hacker non può sostenere una posizione che non è proprio ortodossa mi sembra (oltre che insultante per il mondo degli hacker) poco scientifico, visto che con l'ortodossia saremmo rimasti all' "ipse dixit" Tra l'altro, anche la Treccani sostiene che non bisogna "...dimenticare la specificità della mente umana rispetto a quella degli altri animali. Quando si parla di intelligenza, normalmente si intende quella umana. Questo è sbagliato perché ogni animale ha la sua forma di intelligenza". http://www.treccani.it/enciclopedia/intelligenza_%28Dizionario-di-Medicina%2... Che facciamo, diciamo che anche i redattori della Treccani "non hanno una preparazione scientifica"? :-) Ciao, Enrico Il 02/04/2019 14:46, Arturo Di Corinto ha scritto:
Caro Giacomo-
Il giorno mar 2 apr 2019 alle ore 01:10 Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it <mailto:giacomo@tesio.it>> ha scritto:
On 01/04/2019, Arturo Di Corinto <arturo.dicorinto@uniroma1.it <mailto:arturo.dicorinto@uniroma1.it>> wrote: > Caro Antonio-- > grazie per il suggerimento. Può aiutare un dibattito che anche qui su Nexa > a volte mi pare avvenire tra sordi.
Fortuna che è un dibattito epistolare, allora! :-D
> Dal mio modesto punto di vista quello che mi pare spesso mancare in questi > dibattiti è una riflessione di carattere scientifico, ed epistemologico, di > cosa siano l'intelligenza umana e i suoi correlati neurofisiologici e > comportamentali. Concetti definiti diversamente nelle diverse discipline, > ma sui cui converrete, la Psicologia si interroga dalla nascita, e rispetto > a cui ha identificato da tempo dei punti fermi, costantemente messi alla > prova della falsificabilità.
Parlando di epistemologia: possiamo definire la Psicologia come Scienza senza ridefinire il concetto di Scienza?
Una tesi del genere non si sentiva dall'800. La Psicologia È una scienza che utilizza il metodo scientifico. La tua affermazione è capziosa.
Possiamo progettare, per ogni affermazione psicologica, un esperimento riproducibile capace di falsificarla?
La Psicologa non fa affermazioni. Non confondere la Psicoanalisi con la Psicologia. La Psicologia ha sviluppato modelli e teorie sottoposte a falsificazione sulla base delle quali sono state costruite discipline e metodi di cura, strumenti euristici, eccetera.
> Perciò il mio invito è cercare di non dimenticare mai il primo dei due > termini del concetto, l'intelligenza.
Fortuna che l'oggetto di questo thread continua a ricordarcelo! ;-)
Sì ma tu continui a usare solo il tuo metodo e parli solo di te.
> Se infatti ci mettiamo d'accordo sul suo significato potremo meglio > accapigliarci sulle distinzioni fra intelligenza umana, animale, e > artificiale.
Cos'è l'Intelligenza?
Il dibattito che a te appare "fra sordi", evidenzia un dissenso profondo sul significato (e sul valore) di questo termine.
Il dissenso dipende dal fatto che in una mailing list uno come te che non ha una preparazione specifica (hai detto che sei un hacker e in programmatore senza background accademico), continua a pretendere di imporre il suo punto di vista.
Per esempio, secondo me, l'intelligenza è una peculiarità della nostra specie. Persino parlare di intelligenza animale è fallace: è la proiezione della propria esperienza intellettiva su un entità non umana per spiegarne il comportamento.
Ancora questo secondo me. AL bar va bene, forse in mailing list va bene, ma fino a cun certo punto. Io penso che queste affermazioni facciano solo perdere tempo a chi legge (ma smetto tra breve)
Possiamo definire l'intelligenza in modo da poterla attribuire ad un cane o un cavallo?
Sì.
Certo! Siamo gente pratica... non ci interessano le questioni "filologiche". ;-)
Ci interessano entrambi, ma tu non le conosci: "possiamo definire oggi l’AI (Artificial Intelligence) come “la teoria e lo sviluppo di sistemi informatici in grado di svolgere compiti che normalmente richiedono l'intelligenza umana, come la percezione visiva, il riconoscimento vocale, i processi decisionali e la traduzione tra le lingue”. Ugualmente nella recente dichiarazione europea “AI for Europe”, l’AI, paragonata per forza strategica all’elettricità del XIX secolo, si riferisce ai sistemi che mostrano un “comportamento intelligente”, analizzando l’ambiente e prendendo decisioni- con un certo grado di autonomia."
Ma perché farlo, se inventare un nuovo termine costa uguale e riduce il rischio di fraintendimenti?
La comunità scientifica è d'accordo a usare il temine IA nelle ue declinazioni. Non è che per fare un piacere a te uno smette.
La stessa cosa vale, molto di più, per il software.
Chiosa incomprensibile.
Giacomo
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