La battaglia avviene nelle nostre teste e si basa sul furto di attenzione, la creazione di meccanismi di dipendenza di tipo neurofisiologico (dopaminergici), e sulla manipolazione delle percezioni (false news e post truth).
È molto sbagliato pensare di poter controllare l'effetto dei social su di noi, anche colti e tech-savyy. Come essere umani siano vulenrabili a forme automatiche di comportamento deeply rooted nella fisiologia e nella cultura.
Anzitutto dipende dal social network di cui stiamo parlando.
La mailing list che stiamo usando, per esempio, riproduce in modo ordinato le conversazioni che potremmo avere di persona.
Per quanto riguarda i social network come Facebook e Twitter, evitarli è una buona idea per varie ragioni, ma è possibile diventare consapevoli dei meccanismi manipolatori, riconoscerli e smascherarli sulle piattaforme stesse o al di fuori.
Lo stesso vale ovviamente per la pubblicità televisiva o per i messaggi commerciali o politici più subdoli, veicolati direttamente dai contenuti invece che da spot dedicati.
Trattandosi spesso di messaggi semplicistici, ridicolizzarli con un po' di ironia è veramente alla portata dei bambini.
Chiaramente opporsi a professionisti della manipolazione richiede un minimo di spirito critico ed una scelta consapevole. Condizioni che richiedono educazione.
Giacomo