Riprendo la palla alzata dalla cara Eleonora. Le lettere di De Brtoli e del cdr del Corriere finalmente stanno portando alla luce i problemi veri dei giornali e del giornalismo digitale. E mi piace vedere che il Corriere, come sua corretta regola di trasparenza, discuta pubblicamente di queste vicende, non come altre testate nel buio di stanze segrete ed inaccessibili ai più. Il caso ha voluto che proprio il primo ottobre a bologna si sia incontrato fisicamente, e virtualmente via Skype, un gruppo che a giorni il sindacato dei giornalisti dovrebbe delegare di affrontare seriamente i problemi del settore. Con un ottica diversa, di mediazione e di conoscenza e di "fratellanza" con il mondo dell'informazione che viene dal basso. E con un ottica se possibile di dialogo con gli editori, purchè questi prendano un approccio di mediazione e scelte di investimenti seri verso il futuro. Poi forse occorre che il mondo del giornalsmo finalmente riconosca al suo interno, le persone serie e i poco di buono, i soggetti di cui diffidare che parlano, parlano e poi compiono misfatti con gli editori, dai giornalisti seri, comptetenti e degni di questo appellattivo, i ricchi ingiustamente ricchi, i ricchi giustamente ricchi ... E' un percorso che il digitale ha fatto partire e decollare, un ennesimo pregio della rete ... diciamo una decisa selezione naturale ... speriamo di farcela ... VP Il 04/10/10 12:52, Eleonora Pantò ha scritto:
La notizia mi pare che sia che il binomio giornalismo-web comincia ad essere preso in considerazione, dal mondo giornalismo-carta... con approcci vari...
http://www.corriere.it/economia/10_settembre_30/lettera-de-bortoli_2d41fc98-...
ciao
Il 04/10/2010 12.01, Stefano Quintarelli ha scritto:
non lo avevo visto.
LOL
"Se infatti e' lecito far circolare qualunque sesquipedale asinita', esagerazione, calunnia, grottesca teoria del complotto, ad avvantaggiarsene non sara' la verita'"
beninteso, non che le deformazioni citate "qui" non ci siano.. ma anche' "li"...
BTW, se avesse ragione implicherebbe la persistenza di uno spazio di opportunita' enorme per i giornali, implicitamente visti come seri ed affidabili.
Altro che "peccato" ! Gli ermellini, secondo l'autore, hanno aumentato la differenza, a tutto vantaggio della stampa..
ciao, s.
On 04/10/10 10.15, J.C. DE MARTIN wrote:
Condivido con voi il fondo anomimo "Polaris" di "Domenica" (inserto culturale del Sole24ore) di ieri (in allegato, visto che non lo trovo online).
E' infatti un esempio pressoche' perfetto di un certo modo di scrivere su Internet in Italia. Ovvero, se si parla di Internet sembra che valga una regola non scritta secondo la quale si e' autorizzati a mettere insieme alcune immagini piu' o meno suggestive senza alcun rispetto per la logica.
O meglio: sicuramente voi siete piu' bravi di me, ma io non sono proprio riuscito a districare l'arguto (almeno nelle intenzioni), ma, a mio avviso, confusissimo testo.
Sulla prima pagina di uno degli inserti culturali di maggior prestigio fa un certo effetto.
juan carlos
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