Caro Antonio, care nexiane, scusate se la metto sul filosofico ma non c'è proprio altro modo in cui metterla. Antonio Iacono <antiac@gmail.com> writes: [...]
The psychopaths who are socially and genetically re-engineering humanity are not interested in games [...]
[...]
The psychopaths driving the movement for planetary governance are in the process of persuading the public that objective reality does not exist.
[...]
[1] commento di Linda Goudsmit a questo articolo https://www.technocracy.news/meta-the-final-disconnect-from-reality/
Per comprendere fino in fondo l'estrema durezza con la quale Linda Goudsmit descrive questi progetti occorre avere la pazienza di studiare la storia e le teorie scietologhe dei personaggi che hanno in mano il potere tecnocratico contemporaneo, anche ma /non solo/ "nel digitale". Tu Antonio hai omesso di citare alcuni passi dall'articolo originale, a mio avviso molto utili a contestualizzare le parole della Goudsmit: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- For those who embrace it, the metaverse will completely rewire the human brain. It will get into your brain. It will dominate your brain. It will provide an endless source of dopamine hits as you are visually, mentally and emotionally stimulated. It will dominate the workforce, the social world, the classroom and education and entertainment. It will fulfill the dream of Transhumanism to live forever as an AI program embodied in a personalized, stateless avatar. Ray Kurzweil, head of engineering at Google and founder of Singularity University, should be dancing in the street because the long sought-after digital resurrection of his father is coming. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- L'articolo NON A CASO cita il mitico Ray Kurzweil, nel /parterre de rois/ dei ferventi aderenti al Transumanesimo [1] e convinti dell'avvento della Singolarità Tecnologica [2], che /sicuramente/ consentiranno un giorno (forse entro il 2030!) di ottenere l'immortalità [3] possibilmente del corpo (nell'attesa con la crionica ci si mette in stasi, si veda ala voce "Alcor Life Extension Foundation") ma se proprio proprio dovesse andare male almeno dell'"anima", attraverso la "Digital Acension" preconizzata da Jaron Lanier [4]. Sto esagerando? Vedo troppi film tipo "Transcendence"?... cercate voi stessi. C'è una frase dell'articolo che mi ha coplito moltissimo: «live forever as an AI program embodied in a personalized, stateless avatar», che pare una forma di "Digital Ascension" [4]. Mi ha colpito in particolare la parola "stateless" e da qui una semplice domanda: se dalla vita togliamo "lo stato" - ovvero l'esperienza che si fa memoria, poi ricordo e infine cultura - e la rendiamo "stateless", cosa rimane della nostra vita? L'archetipo (inesistente) della vita umana? Il nostro /programma/ (non istanziato) e non il nostro /processo/ (ciò che è in esecuzione)? In altre parole: se per (tentare di) annullare la morte rendiamo la vita "stateless", cosa rimane della /nostra/ vita? Chi o cosa la riempie di contenuti, il suo "status"? Ma soprattutto: a cosa o a chi /serve/ la /nostra/ vita? Credo che le parole di Joseph Weizenbaum, citate anche in chiusura del bellissimo film "Plug & Pray" [5] subito dopo aver ascoltato con lui la sublime "Komm, süßer Tod, komm selge Ruh" [6], ci forniscano una chiave interpretativa di ciò che probabilmente è l'umano vivere: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Unser Tod ist der letzte Service, den wir der Welt leisten können: würden wir nicht aus dem Weg gehen, würden die uns folgenden Generationen die menschliche Kultur nicht wieder frisch erstellen müssen. Sie würde starr, unveränderlich werden, also sterben. Und mit dem Tod der Kultur würde alles Menschliche auch untergehen. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- (tratto da https://www.heise.de/newsticker/meldung/Der-letzte-Service-zum-Tode-von-Jose...) Che in inglese suona così (chi conosce il tedesco mi corregga se sbaglio, plz): --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Our death is the last service we can do to the world: if we didn't make way, the generations to come would not have to recreate human culture. It would become rigid, immutable, that is, die. And with the death of culture everything human would also perish. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Se quanto detto da Weizenbaum è condivisibile, esiste allora umanità senza cultura e /quindi/ senza morte? Intanto che cerchiamo una risposta, tra la /mia/ nascita e la /mia/ morte c'è un certo qual lasso di tempo e io vorrei poterlo vivere con sufficiente grado di autonomia relativa /partecipata/, /qui e ora/ e non nella "vita eterna (virtuale?)", senza che Ray Kurzweil e compagnia cantante dettino l'agenda politica non solo della quotidianità /terrena/ di ognuno di noi, tenuti debitamente /separati/ ed /intermediati/, ma anche di come dovrà essere il nostro "eterno riposo". --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Who wants to live forever? There's no chance for us. It's all decided for us. This world has only one sweet moment set aside for us. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- (da «Who Wants To Live Forever», 1986, Queen) Saluti, 380° [1] https://en.wikipedia.org/wiki/Transhumanism [2] https://en.wikipedia.org/wiki/Technological_singularity [3] https://en.wikipedia.org/wiki/Technological_singularity#Immortality [4] con lo sviluppo della robotica (biologica?), poi, ci vorrà nulla a impiantare l'avatar in un corpo [5] https://en.wikipedia.org/wiki/Plug_%26_Pray http://plugandpray-film.de/en/ [6] BWV 478 (Come, sweet death, come, blessed rest) -- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego) «Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché» Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.