On 05/30/2012 12:23 PM, J.C. DE MARTIN wrote:
http://blogs.ec.europa.eu/neelie-kroes/netneutrality/
La mia prima reazione a caldo è che sia una decisione sbagliata per almeno quattro motivi principali:
1. sottostima le capacità dei consumatori non solo di ottenere le informazioni necessarie, ma anche e soprattutto di capire le implicazioni potenziali delle proprie scelte;
2. sottostima le difficoltà (certamente in Italia, ma mi stupirebbe se fossimo gli unici) di cambiare ISP: se lo switch ha un costo sostanziale (e ce l'ha), come si fa a costruire l'intera decisione sulla possibilità di "votare coi propri piedi"?
3. per non parlare che in aree rurali, o anche solo in città non grandi, l'offerta di ISP, dove c'è, è limitata;
Sono perfettamente d'accordo, e mi sembra addirittura che il punto 3 sia sottostimato a livelli drammatici. Non si tratta infatti di offerte limitate solo in aree rurali o città non grandi, ma addirittura in interi Stati Membri. Un esempio significativo: da 2 anni, come la Commissaria sa benissimo, non è più possibile usare Skype e altri servizi VoIP in Francia con gli operatori mobili, perché tutti li bloccano. I cittadini, almeno quelli informati, stanno usando VPN commerciali per poter utilizzare Skype o altri servizi VoIP di non appartenenza degli operatori mobili, con conseguenti costi aggiuntivi, anche se comunque convenienti rispetto al non poter usare il VoIP per nulla. Ci sono indicazioni che altri operatori di altri Stati Membri (Italia compresa) stiano seguendo la strategia del blocco protocolli e applicazioni con una politica comune che meriterebbe indagini per tentare di scoprire eventuali accordi segreti fra gli operatori mobili. La distorsione del libero mercato (ammesso e non concesso che si possa ancora parlare di libero mercato) in questo contesto è palese, ma la Commissaria (e naturalmente gli Stati Membri , le designate autorità delle comunicazioni e forse anche le autorità antitrust) a mio avviso ha sempre fallito nel correggere una situazione che configura delle pratiche anticompetitive. Vorrei anche sottolineare che una volta che gli operatori saranno certi di poterla fare franca dopo aver soffocato Skype e altri concorrenti VoIP sul mobile, è ragionevole ipotizzare che non avranno più alcuna remora ad estendere i blocchi a qualsiasi altro settore che reputino minaccioso, purché ne diano informazione nei loro contratti. Ciao, Paolo