On 20/02/21 10:47, Giacomo Tesio wrote:
È inevitabile affidare la teledidattica a piattaforme proprietarie, private e oligopolistiche, o è possibile pensare e praticare alternative libere e pubbliche? Per tentare di rispondere a questa domanda, il CISP e il Centro Interdipartimentale “Diritto e Tecnologie di Frontiera” (DETECT) co-organizzano una serie di seminari on-line, il primo dei quali avrà luogo venerdì 26 febbraio fra le 17 e le 19.
Il programma di questo primo seminario è disponibile su: https://cisp.unipi.it/strumenti-liberi-per-la-didattica-a-distanza-e-lammini...
Super interessante! +1 Tutto il convegno lo è, ma il tuo intervento, così come descritto, è spaziale, super innovativo! Riporto questa frase che mi ha colpito: "L’informatica può invece descrivere le relazioni probabilistiche che legano informazioni e dati, e li può quantificare, classificare e correlare, spiegando come permettano di influenzare comportamenti individuali al di là del mercato, di coordinare reazioni collettive ed orientare processi storici." Ora, premetto che io di dati non capisco nulla, non mi sono mai interessato e non mi interesserò mai. Mi occupo solo di computazione in sistemi distribuiti. E' evidente che i sistemi su cui lavoro generano tonnellate di dati. Istintivamente vorrei tenermi a distanza dai dati perché mi fa paura il capitalismo della sorveglianza. Quindi affermo che i sistemi distribuiti su cui avviene la computazione non dovrebbero essere di terzi, bensì autonomamente creati e gestiti. Ma quello che leggo qui è stupefacente! Cioè tu dici che esiste un modo per estrarre valore dal surplus comportamentale senza venderlo nel mercato dei comportamenti futuri, ma per socializzarlo in comunità autonome e farle progredire? Ho capito bene? Grazie. D.