E' un concetto fuorviante, secondo me: del tutto in linea con l'approssimazione grave di chi ha scritto quell'articolo. 
Non sono un grande sostenitore e/o studioso di brevetti, ma non credo sia corretto e utile generalizzare in questo modo. 
Se i brevetti (quelli giustificati dall'investimento iniziale) sono un ostacolo alla diffusione delle idee, la concorrenza e la crescita economica, perché non li aboliamo?
Ne ha scritto Michele Boldrin in un libro, non molti anni fa, ma spiegando bene - secondo l'impostazione iniziale dell'economia dei brevetti - quali passaggi tale riconsiderazione presupporrebbe. 
Saluti, g. 


Il giorno mar 24 mar 2020 alle ore 12:21 Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> ha scritto:
On 24/03/2020, Giuseppe Mazziotti <giuseppe.mazziotti@gmail.com> wrote:
> 'patent industry' (un'espressione di cui mi sfugge il significato, sinceramente)

Non è un concetto difficile, in realtà.

L'espressione "patent industry" viene utilizzata per indicare tutte
quelle attività economiche volte ad istituire monopoli artificiali che
ostacolino la diffusione delle idee, riducendo la concorrenza e
l'efficienza del sistema economico su cui attecchiscono, ma garantendo
profitti elevati alle aziende che se ne occupano attraverso il
controllo dell'offerta dei beni sottoposti a brevetto.


Giacomo