Grazie della segnalazione, Marco. Mi limito a commentare solo uno dei 10 punti *Istruzione*: Sviluppare conoscenze informatiche moderne e pratiche alle scuole superiori che si articola in (i) Modernizzazione dei programmi (ii) Insegnanti Il tema dell'insegnamento dell'informatica nella scuola, come penso qualcuno dei lettori in lista sappia, è al centro dei miei interessi da molti anni. Sono quindi d'accordo in linea molto generale con tale obiettivo, ma devo fare alcune osservazioni. Sono ovviamente sintetico, rimandando chi fosse interessato ad approfondire al mio recente libro di cui in calce. 1. Iniziare alle superiori è troppo tardi, abbiamo già perso quasi tutte le ragazze, quindi metà del potenziale umano, e non abbiamo sviluppato bene quelle capacità di astrazione che sono fondamentali per capire bene la disciplina. Bisogna iniziare dalla prima elementare: l'informatica, come la matematica, è disciplina astratta e tali concetti richiedono anni per essere assorbiti (ci pensate mai che per i 5 anni delle elementari i bambini di fatto lavorano praticamente solo con le quattro operazioni?) 2. il punto non è la modernità e la praticità di ciò che si insegna. La scuola deve insegnare per la vita, non un linguaggio di programmazione che tra 20 anni sarà probabilmente non più sulla cresta dell'onda. Inoltre, la scuola, soprattutto nell'istruzione generale (cioè non tecnica e non professionale) non deve formare per il lavoro, per la capacità di comprensione della società in tutti i suoi aspetti. Poi può anche essere eccitante creare un sito web (ne siamo proprio sicuri sicuri?) ma non dev'essere questo l'obiettivo. Fanno fatti assorbire concetti quali automa, algoritmo, programma, concorrenza/distribuito, virtualizzazione. A conferma di 1. e 2. porto il Regno Unito, non certo un paese retrogrado, che sta esattamente insegnando l'informatica a tutti a partire dalla prima elementare, con un giusto uso della tecnologia (che non può essere ignorata visto che i ragazzi ce l'hanno in tasca ogni giorno) ma che non va resa il centro del percorso. 3. Gli insegnanti sono certamente il punto critico, dal momento che se non si hanno insegnanti ben preparati non si può insegnare bene l'informatica. Ma non perché debbano conoscere "le tecnologie moderne" che gli vengono insegnate "dai professionisti del settore". Questi ultimi potrebbero avere un ruolo nella scuola, ma in modo diverso (lo approfondisco nel libro). 4. Vedo citate le espressioni che sono sulla cresta dell'onda (intelligenza Artificiale, Data Science): temi molto rilevanti certo, ma se prima non diamo delle basi solide sull'Informatica, rischiamo di produrre solo degli operai super specializzati che da un lato rischiano di creare disastri (se non sai guidare bene un'auto normale al volante di una Ferrari fai solo danni) e dall'altro rischiano di essere fuori mercato alla prossima ondata di novità tecnologiche. Ciao, Enrico Il 14/10/2022 17:00, Marco Fioretti ha scritto:
Come da oggetto, il piano in questione e' nel link.
mia prima impressione: l'autore non lo conosco affatto, fino a prova contraria e' assolutamente in buona fede e competente nel suo mestiere.
Pero' il piano mi sembra davvero un "TINA digitale". In sostanza, dobbiamo diventare come la Silicon Valley, in tutto e per tutto. Su quanto sia necessario, giusto, inevitabile, nessun dubbio, nemmeno l'ombra di sospetto che si possa o si debba provare qualsiasi cosa di diverso. A voi cosa ne sembra?
https://www.repubblica.it/tecnologia/blog/hackers-notes/2022/10/12/news/diec...
Marco
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