concordo assolutamente con Giacomo
il valore della vita deve essere subordinato al valore di una vita buona - e una vita buona in assenza di libertà è assolutamente impossibile
da Cicerone passerei a Dante, che a Catone mette in bocca queste parole: "libertà ch'è sì cara come sa chi per lei vita rifiuta"
come non ti porti liquidi in aereo anche ben dopo l'emergenza terrorismo, così non ti potrai più muovere liberamente dopo l'emergenza pandemia
chiunque abbia studiato anche vagamente la storia delle istituzioni, sa che le cattive leggi, una volta approvate, non vengono quasi mai abrogate.
ritengo che abbassare la guardia su temi cruciali come questo della libertà sia pericolosissimo, pandemia o non pandemia
Giovanni



Il giorno ven 20 mar 2020 alle ore 10:29 Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> ha scritto:
Ho letto con attenzione questo bell'articolo di Carlo Blengino, e per
quanto ineccepibile dal punto di vista legale, credo che proprio la
sua apertura ne smentisca le conclusioni.

In estrema sintesi (forse un po' critica) Carlo dice:

1. la sorveglianza di massa è tecnicamente possibile
2. la sorveglianza di massa è legalmente possibile
3. la sorveglianza di massa è moralmente accettabile

La 2 e la 3 sono subordinate a condizioni (eccezionalità ed urgenza) e
a limiti temporanei (non definiti esplicitamente, ma sostanzialmente
discrezionali).

Ne deduce, ha quanto ho capito, che dobbiamo accettare questo rischio
"temporaneo" perché il corona virus è un rischio peggiore.


Io ho tre obiezioni:

1. La diffusione di dati non è MAI temporanea.

   Come mi dimostrò qualche tempo fa Stefano Quintarelli su questa
   lista, non è possibile dimostrare di aver rimosso un'informazione
   dalla propria disponibilità.
   Provate ad esempio ad ideare il processo di dimostrazione
   che una informazione è stata rimossa dalla disponibilità di Google.
   Bisogna spegnere TUTTI i server e TUTTI i device di TUTTO il personale
   isolarli e poi verificare un dispositivo alla volta, un server alla
   volta, che che l'informazione non c'è, costringendoli a
   decriptare ciò che è cifrato etc...

2. Una volta che l'infrastruttura legale e tecnica per
   questa raccolta di dati sarà in piedi, NON verrà smantellata.
   (non si sa mai che possa esserci un altra pandemia, dopo tutto!)

3. La legittimazione della sorveglianza di massa è la
   legittimazione del peggiore totalitarismo che la storia
   abbia mai incontrato, proprio perché oggi è tecnicamente
   possibile.

Dunque anche se esistesse una certa probabilità di trarre un leggero
vantaggio INDIVIDUALE da misure di sorveglianza di massa, proprio
Cicerone ci mette in guardia:

   Salus rei publicae suprema lex esto

La sorveglianza di massa è un cancro per la democrazia.
Un cancro già oggi.

A confronto, il corona virus è un leggero raffreddore.

Se la adottiamo nella speranza di contenere questa epidemia, non solo
non saremo in grado di dire se sia servito o meno: apriremo la strada
alla morte definitiva della repubblica.


Dunque CALMA E SANGUE FREDDO.

Usiamo più tamponi e meno dati.


Giacomo
_______________________________________________
nexa mailing list
nexa@server-nexa.polito.it
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa