Ringrazio Maria Chiara Pievatolo per le sue attenzione e disponibilità, ricordo la lungimiranza - vista che guarda e vede lontano - di Beppe Attardi.
Opinioni mie, ed ora due fatti, meglio: due notizie da verificare.
Il 31 gennaio, Corriere informa
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Università di Pisa: «Mai più ricerca sulle armi o per la guerra». Nello statuto il principio «pacifista» - di Gianna Fregonara - E' la prima università a inserire il principio, che è già prassi anche negli altri atenei, nel proprio statuto. Il ruolo degli studenti e delle proteste
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L'altro fatto - notizia da verificare - è l'articolo che Washington Post pubblica il 4 febbraio
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Google on Tuesday updated its ethical guidelines around artificial intelligence, removing commitments not to apply the technology to weapons or surveillance.
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Verificato che le notizie rispondono a verità l'Università di Pisa dovrà annullare ogni rapporto con Google.
Non so se e cosa deciderà Nexa, aggiungo la mia modesta voce a quella di Maria Chiara Pievatolo per sollecitare una presa di posizione netta ed un conseguente invito ad ogni componente di questa comunità di aderire oppure no.
Ogni comunità è fatta di tanti soggetti, la nostra comunità di umani proclama che ognuno è autonomo e libero, di conseguenza responsabile di sè stesso.
Senza pretesa di rappresentare nessuno, firmo: alfabeto e parola sono bene comune, di tutti e di ognuno, basta con l'alfabeto proprietario, la questione rimane identica anche passando dal codice alfabetico al codice digitale.
La preoccupazione continua, grazie per la vostra pazienza e per quello che mi avete insegnato.
Duccio (Alessandro Marzocchi)

Date: Tue, 4 Feb 2025 23:30:24 +0100
From: Maria Chiara Pievatolo <mariachiara.pievatolo@unipi.it>
Subject: Re: [nexa] De Bortoli cita Quinta

> On 04/02/25 12:42, alessandro marzocchi wrote:
>
>> Permettetemi di sognare l'evoluzione di Nexa che propone pubblicamente
>> progetti sensati ed anche possibili, la prima proposta può essere
>> questa di
>> liberare le università dalle catene Google Microsoft, mercoledi 12
Rispondo in pubblico a una sollecitazione ricevuta in privato, ma su una
questione pubblica.
Anche se si tratta di temi già oggetto di riflessioni e appelli nel
periodo della pandemia, sia pure in una prospettiva più specifica,
https://www.aiucd.it/lettera-sulla-didattica-a-distanza/
https://www.key4biz.it/il-senato-usa-zoom-linteresse-dello-stato-va-al-di-la-della-convenienza-prestazionale-ed-economica/310475/
https://www.roars.it/teledidattica-proprietaria-e-privata-o-libera-e-pubblica/
sarebbe anche possibile riformulare tutto in una prospettiva più ampia.
Potrei perfino proporre l'idea di un simile appello al consiglio
direttivo AISA - anche perché critiche di questo tipo sono diffuse da
tempo fra chi si interessa di scienza aperta (qui, per esempio, un testo
del 2019 https://osf.io/preprints/lissa/58yhb_v1)
Però, prima di muovermi, devo capire se a Nexa, a cui è stato
inizialmente proposto, interessa o no l'iniziativa. Se interessasse a
Nexa, aderirei volentieri al suo appello.
In attesa di indicazioni.
MCP